Notizie Partite
NXGN

Valentin Carboni, il futuro di Inter e Argentina: dall'idolo Messi al no a Juve e Liverpool

13:00 CET 17/12/22
Valentin Carboni NXGN GFX
Il classe 2005 dell'Inter ha debuttato in Serie A e Champions League: convocato a marzo da Scaloni con l'Argentina, è nel giro della prima squadra.
new Twitch.Player("twitch-embed", { channel: "goalitalia", width: "100%", height: "480" });

Una foto custodita gelosamente. Il sorriso di un ragazzino un po' imbarazzato davanti al proprio idolo. Un piccolo sogno realizzato in tenera età.

"Con il migliore al mondo, il mio idolo".

Correva l'anno 2016 quando Valentin Carboni riuscì a farsi scattare una foto in compagnia di Lionel Messi. Aveva appena 11 anni e non poteva immaginare cosa la vita gli stesse per riservare sei anni più tardi.

Il suo nome e quello della 'Pulga' insieme, nella lista dei 48 preconvocati del commissario tecnico Lionel Scaloni dell'Argentina per le due gare di marzo scorso contro Venezuela ed Ecuador, valide per le qualificazioni al Mondiale. Solo un antipasto di quella che sarà una carriera destinata ad essere luminosissima. Non c'è tra i 26 in Qatar, ma poco importa: il classe 2005 avrà tutto il tempo per difendere i colori dell'Albiceleste e farlo da protagonista.

Oggi se lo gode l'Inter, il club che nel 2020 ha deciso di puntare su di lui strappandolo alla concorrenza agguerrita di Juventus e Liverpool.

L'Argentina e il Lanus, il Catania, l'Inter. Insieme al fratello Franco, sulle orme di papà Ezequiel 'Kely' Carboni, ex centrocampista di Lanus, RB Salisburgo, Catania e Banfield.

È proprio a due passi da Buenos Aires che inizia la storia di Valentin Carboni. Nel settore giovanile del ‘Granate’, il figlio d'arte muove i primi passi e tira i primi calci al pallone, insieme a suo fratello Franco, due anni più grande.

"Io e mio fratello accompagnavamo mio papà, che giocava lì - ha raccontato lo stesso Franco a GOAL -. Già da piccoli calciavamo la palla sulle tribune dello stadio. Poi siamo entrati nel settore giovanile".

Il rapporto tra Valentin e Franco è viscerale. Quello di due fratelli in una famiglia unitissima. E quel pallone a renderli ancor di più indivisibili:

"Valentin? Il nostro rapporto è molto bello. Da piccoli ci ‘ammazzavamo’ in salotto (ride, nda) negli 1 contro 1 per vedere chi vinceva. Vincevo sempre io, ma solo perché ero più grande. È bellissimo poter giocare in squadra con lui, non lo immaginavo. Lui sta facendo molto bene e sono molto contento. Per me è molto bello che mio fratello faccia la stessa cosa che faccio io. È bellissimo condividere gli stessi sogni con una persona della famiglia. Chi è più forte tra i due? Lui, lui (ride, nda)".

Valentin entra a far parte del vivaio del Lanus a 8 anni e ci resterà fino ai 14, nel 2019, quando arriva la chiamata del Catania per papà 'Kely', pronto ad affrontare una nuova sfida, ma questa volta fuori dal rettangolo verde di gioco, da allenatore della Berretti.

'Vale' si trasferisce con la famiglia nel capoluogo etneo ed entra a far parte delle giovanili del club rossoblù. Il classe 2005 viene aggregato ai Giovanissimi Nazionali. L’argentino sale ben presto in cattedra e brilla in una squadra ricca di talento, in cui si esalta insieme ai coetanei Pisasale e Napolitano, ora rispettivamente nelle fila di Spal e Verona.

“Valentin è arrivato da svincolato dal Lanus, insieme al fratello Franco, un segno di riconoscenza di papà Kely per gli anni da calciatore a Catania” racconta a GOAL Mario Marino, ex capo scout degli etnei.

Le ottime prestazioni sotto l'Etna attirano l'attenzione dello staff dell'Under 17 della Nazionale, che lo convoca e gli affida quasi subito, dopo poche gare, la fascia da capitano.

“Durante quella stagione ho accompagnato personalmente Valentin due volte a Coverciano e altre due volte a Catanzaro, dove giocò nella Rappresentativa guidata da Patrizia Panico. Ricordo che in occasione del Torneo di Natale, a Coverciano, sotto una pioggia fittissima diede davvero spettacolo”.

Marino, che si occupa di scouting da decenni, era – e lo è ancora oggi – calcisticamente innamorato di Carboni:

“Un paragone? Prima mi ricordava Dybala e un piccolo 'Messi', forse per la sua passione per l'assist. Non concludeva mai in porta e io glielo contestavo sempre, anche nelle relazioni che facevo su di lui. Preferiva passarla con una giocata deliziosa piuttosto che concludere in porta. Ma eravamo tutti convinti: ‘Arriverà in Serie A’. Oggi è cresciuto molto fisicamente”.

Per i fratelli Carboni, Valentin e Franco, si scatena una vera e propria asta, con tante pretendenti pronte ad accaparrarseli:

“I ragazzi erano richiestissimi. Il Liverpool seguiva Valentin già in Argentina e lo ha chiesto. Aveva offerto tanti soldi. La famiglia rifiutò anche la Juve, che voleva sia lui che Franco, per accettare l’offerta dell’Inter. Ci sono state molte proposte e dovevamo cederli in coppia. La presenza di molti argentini all'Inter ha indirizzato la decisione. Si trattò di una scelta di famiglia”.

Valentin e Franco scelgono l'Inter. I due si trasferiscono all'ombra della Madonnina, a Milano, ed entrano a far parte del vivaio del club nerazzurro, che sborsa appena 300 mila euro per assicurarsi i due gioielli argentini.

Per il classe 2005 inizia l'ascesa che lo porterà in meno di due anni all'esordio in Serie A prima, durante Inter-Roma a San Siro, in quello che finora è stato il momento più emozionante per Valentin, e Champions League poi, nello straordinario palcoscenico dell'Allianz Arena in occasione dell'ultima gara della fase a gironi tra Bayern Monaco e Inter.

All'arrivo in nerazzurro viene aggregato subito all'Under 16 allenata da Bonacina, con cui disputa la stagione 2020/2021. L'esordio arriva il 3 ottobre, nel 4-0 contro il Verona. E subito goal per Valentin, che si ripete una settimana più tardi nel derby contro i pari età del Milan.

Nell'annata successiva, la 2021/2022, la scalata è rapidissima: parte nell'U17 di Polenghi, prima di essere promosso nell'U18 di Zanchetta, con cui disputa qualche gara prima del salto nella Primavera di Chivu.

Valentin ci mette poco ad ambientarsi e colleziona 2 goal e 3 assist in 18 apparizioni nella cavalcata verso lo Scudetto di categoria conquistato al Mapei Stadium di Reggio Emilia. Sarà titolare nella semifinale contro il Cagliari e in campo a gara in corso nella finale contro la Roma.

Nonostante le presenze con l'U17 italiana, undici in totale con 4 goal all’attivo, il richiamo della ‘Selección’ è troppo forte per Valentin, ammaliato dal fascino della 'camiseta Albiceleste'. A giugno risponde alla chiamata dell'Under 20 dell'Argentina, guidata da una leggenda del calibro di Javier Mascherano, e scende in campo contro il Giappone U20 e la Francia U19 nel Torneo di Tolone.

"Valentin e Franco sono orgogliosi di vestire la maglia dell'Argentina. Hanno dato la priorità (alla Selección, ndr) perché sono nati lì - ha raccontato a marzo scorso papà Kely a Radio La Red -. Bernardo Romeo (segretario tecnico, ndr) e Javier Mascherano (allenatore Under 20, ndr) hanno prima contattato il club e poi hanno chiamato i ragazzi. Hanno detto loro di continuare così e che sarebbe arrivata una chance".

A far innamorare l'Inter e l'Argentina con Mascherano prima e Scaloni poi è quel piede mancino delicatissimo, in grado di disegnare traiettorie meravigliose. Valentin Carboni ama agire tra linee di centrocampo e attacco, da '10' puro, e creare superiorità numerica nell'1 contro 1. Fantasia al potere, senza trascurare la concretezza, come evidenziano i numeri totalizzati finora in carriera tra reti e assist. Insieme all'ottima vena realizzativa, il classe 2005 è molto bravo nel rifinire per i compagni, mettendoli in condizione di far goal. Il ruolo? Valentin preferisce giocare trequartista o seconda punta, libero di agire, ma ricopre egregiamente anche il ruolo di mezzala e di esterno destro, con la possibilità di rientrare sul sinistro e calciare verso la porta.

Qualità che gli hanno permesso a 17 anni di ottenere nel giro di pochi mesi prima la convocazione dell’Argentina e poi la conferma in estate dell’Inter, che lo ha promosso in prima squadra.

Fortemente voluto dal tecnico dell'Inter Simone Inzaghi, che in estate ha chiesto la conferma nel roster delle punte, Valentin Carboni sta crescendo all'ombra dei connazionali Lautaro Martinez e Joaquin 'Tucu' Correa. Da loro, così come da Dzeko e Lukaku, sta apprendendo giorno dopo giorno alcuni segreti e sta imparando a confrontarsi con calciatori di livello assoluto.

Tutto questo accumulando minuti, di tanto in tanto, con la Primavera di Chivu tra campionato e Youth League, realizzando finora quattro goal in stagione. Uno step necessario nel processo di inserimento in prima squadra, senza perdere il ritmo grazie alle partite in Primavera.

A 17 anni compiuti lo scorso marzo, Valentin si è già tolto le soddisfazioni di debuttare in Serie A e in Champions League con la maglia dell'Inter. Due traguardi che rappresentano solamente due nuovi punti di partenza per il gioiellino dei nerazzurri e dell'Albiceleste - il secondo della dinastia Carboni, dopo Franco e in attesa del classe 2009 Cristiano (“È ancora più forte” assicura Mario Marino) -, pronto a spiccare il volo e rubare la scena grazie a quel talento cristallino che ha già stregato Italia, Argentina e non solo.