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Torino-Zahony-Torino: la Juventus accompagna i rifugiati ucraini in Italia

22:11 CET 12/03/22
Agnelli Ukraine
Il club bianconero è sceso in campo affrontando l'emergenza umanitaria in Ucraina aiutando i bambini e le famiglie delle zone colpite.

In questo weekend la Juventus è scesa in campo su più terreni di gioco: quelli calcistici, con le vittorie delle formazioni maschile e femminile rispettivamente contro Sampdoria e Milan, e quelli della solidarietà, affrontando l'emergenza umanitaria scaturita dal conflitto tra Ucraina e Russia.

Il club bianconero si è attivata per offrire aiuto ai rifugiati ucraini colpiti dalla crisi, portando in salvo bambini e ragazzi delle scuole calcio evacuati da Kiev, Kharkiv e, più in generale, dalle zone colpite, accogliendo la richiesta di aiuto della Federcalcio ucraina.

"Le immagini di una guerra nel cuore del nostro continente hanno colpito le donne e gli uomini della Juventus e hanno suscitato una mobilitazione che ha toccato tutti. Non si poteva osservare senza agire. Non si poteva commentare senza tentare in ogni modo di mettere in piedi un’operazione. La guerra in Ucraina, giorno dopo giorno sta generando dolore e morte, ma soprattutto sta distruggendo la vita quotidiana di milioni di persone, costrette a rifugiarsi fuori dal loro Paese", recita la nota ufficiale della Juventus.

I dipendenti della società hanno prima portato avanti una raccolta di generi di prima necessità, vestiti e medicinali coinvolgendo le scuole della città di Torino, poi è partita alla volta di Zahony, città in Ungheria poco distante dal confine ucraino. In totale, 2800km andata e ritorno.

"In queste ore è in corso la parte ancora più importante: il rientro con le bimbe, i bimbi, i ragazzi e le mamme, che saranno ospitate in provincia di Cuneo, a La Morra, nell’Hotel Santa Maria, messo a disposizione dalla Regione Piemonte e dalla Protezione Civile, che si sono immediatamente attivate nel supportare questo progetto. Questa spedizione ha per tutta la Società un grande significato: siamo tutti a fianco di chi sta soffrendo a causa della guerra, nella speranza che presto torni la pace".