News LIVE
Qualificazioni Mondiali

Speaker's Corner - Italia sbattuta fuori, un'onta che non passerà mai

09:20 CET 25/03/22
Eliminazione Italia Speaker's Corner
Euro 2020 ha rappresentato un'impresa estemporanea che non nasconde i problemi di un movimento che ha bisogno di immediato rinnovamento.

È successo di nuovo. Quello che poco più di quattro anni fa ci sembrava un unicum assurdo e irripetibile, è successo nuovamente. L'Italia non parteciperà ai Mondiali. Da Russia 2018 ci tennero fuori la Spagna prima e la Svezia poi, stavolta la Svizzera e la Macedonia. Grave. Gravissimo.

Il trionfo ottenuto ad Euro 2020 non sarà mai dimenticato, ma l'entusiasmo è già finito ed è stato sostituito da un enorme imbarazzo. Perché questa eliminazione non è stata una beffa, è stata un fallimento. Un fallimento iniziato proprio durante le notti magiche europee, quando i limiti dell'Italia si vedevano eccome, ma tutto fu mascherato dall'inaspettato trionfo. Dopo la notte di Wembley, però, l'inizio della fine. Un Mondiale che sembrava già conquistato ci è sfumato tra le mani, fallendo un match-point dopo l'altro.

E se parliamo di match-point, risulta impossibile non parlare di Jorginho. Lui di match-point ne ha avuti a disposizione ben due e non se lo perdonerà mai. Così come probabilmente Berardi penserà a lungo al goal fallito contro la Macedonia. Ma il problema è molto più ampio. Il problema è generazionale, strutturale, mentale. L'Italia non produce più calciatori all'altezza della maglia azzurra o, per lo meno, ne produce troppo pochi. E quelli che riesce a produrre, fa fatica a lanciarli in tempo.

E così ci si arrovella per anni sulle stesse soluzioni, spesso inadeguate. C'è bisogno di una scossa, c'è bisogno di prendersi qualche rischio in più, è necessario lanciare qualche ragazzo con meno certezze e più potenziale che insistere sulle "certezze" non sufficienti. Più spazio a gente come Zaniolo e Scamacca, insomma. Spazio a chi potrebbe sì, rappresentare un'incognita, ma anche risultare decisivo. E basta con i mestieranti affidabili, perché non è quella la strada da intraprendere.

La Nazionale italiana ha bisogno di un rinnovamento. Euro 2020 è stata una splendida oasi nel deserto, una gioia estemporanea ma nulla di più. Un'impresa, un miracolo sportivo, un qualcosa però riuscito anche alla Grecia nel 2004, per capirci. E che non basta per potersi permettere di pensare che il movimento sia in salute. Serve una scossa e serve in fretta. Intanto, però, per la prima volta nella storia, vivremo il secondo Mondiale consecutivo da spettatori. Un'onta che non passerà mai.