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Mourinho e il momento alla Roma: "Lotta contro qualche frustrazione, Cristante non è Bonucci"

07:17 CET 14/12/21
José Mourinho Roma Spezia Serie A
L'allenatore giallorosso senza mezzi termini dopo la sfida con lo Spezia: "Al Real ero sicuro di vincere 5-1, qui spero che l'arbitro fischi la fine".

La Roma torna alla vittoria grazie alle reti di Smalling e Ibanez: la formazione giallorossa batte lo Spezia e aggancia la Juventus a quota 28 punti.

José Mourinho, intervenuto ai microfoni di DAZN, ha analizzato la sfida dell'Olimpico.

"Cosa mi preoccupava? La mia squadra, anche con 2-0 non abbiamo mai avuto nel secondo tempo il controllo della partita. Ovviamente con tanti problemi: quando esce Smalling e Cristante deve andare dietro la squadra soffre. Poi guardo la panchina ed è una panchina troppo giovane, ed entrare non è facile per loro: siamo in un momento difficile della stagione e vincere diventa importante anche se non giochiamo bene".

E' stata anche la serata di Afena-Gyan, espulso in mezz'ora dopo il suo ingresso in campo.

"Preferisco non parlare dell'arbitro. Ha fatto bene. Gli episodi dei due gialli di Afena-Gyan non li ho visti, quindi non posso parlarne: continuiamo con questo record di cartellini gialli".

Un percorso che ha visto Mourinho fin qui mescolare un po' le carte, proponendo anche la difesa a tre, finora efficace.

"Se continuo con la difesa atre? La grande questione è 'quando avremo tutti i giocatori disponibili'. Parlate di Spinazzola e io non posso dire quando lo avremo. Smalling per chiedere di uscire con una partita aperta vuol dire che ha qualcosa. Anche oggi recuperiamo Mancini per la prossima, ma perdiamo Smalling e Afena-Gyan: c'è sempre qualcosa che mi rende un 'allenatore d'emergenza' e non un 'allenatore con pianificazione'".

Al fischio finale si è avvicinato a Thiago Motta e da ex suo allenatore all'Inter gli ha detto qualcosa: ai microfoni di DAZN, poi, lancia messaggi chiari sul suo momento in panchina.

"Cosa ho detto a Thiago Motta? Ho iniziato ad allenare nel 2000 e ho tanti giocatori miei che sono diventati allenatori. La verità è che soffro anche con loro: ogni fine settimana guardo risultati di qua e di là, che ha fatto Stankovic, che ha fatto Thiago, che ha fatto Sheva, che ha fatto Lampard o un altro. E soffro anche un po' con loro: e quando penso che loro hanno fatto una carriera di altissimo livello penso che hanno bisogno di tanta forza per allenare giocatori che non sono giocatori della stessa qualità. Anche io devo: perché nella mia storia nell'Inter, nel Real Madrid e nel Chelsea, ho avuto le migliori rose del mondo e anche io ho bisogno di forza per lottare contro qualche frustrazione. Perché sono abituato a soffrire meno in panchina, ad esempio nel Real Madrid quando giocavo in casa e perdevo 0-1 al 15' sapevo che finiva 5-1: adesso sul 2-0 io sono in panchina in sofferenza e aspetto che l'arbitro fischia la fine".

In conferenza stampa, Mourinho ha poi affrontato il tema degli arbitri e dei troppi cartellini ricevuti dalla Roma.

"Senza infortuni e squalifiche la squadra è buona, c'è un bel potenziale. Non per lo Scudetto, ma per una classifica migliore di quella attuale. Purtroppo ci sono stati tanti problemi, come gli infortuni che capitano a tutti. I cartellini? Sembriamo una squadra di assassini per quanti ne riceviamo. Per noi, alcune valutazioni sui gialli sono diverse. Cristante era diffidato e gli ho detto di andarci piano: lui non è Bonucci, a cui è concesso un approccio diverso".