La storia di Rakitskiy, un ucraino in Russia: ha risolto il contratto con lo Zenit

Rakitskiy
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Ucraino e titolare dello Zenit, dopo il trasferimento non ha più giocato in Nazionale: ha risolto il contratto con il club di San Pietroburgo.

Mentre il mondo si interroga sulla questione Russia-Ucraina, il mondo va avanti. Anche il calcio continentale non si ferma, nonostante i dubbi sulla finale di Champions a San Pietroburgo e i playoff Mondiali che vedono impegnate le due Nazionali. Se il torneo interno ucraino è stato sospeso, in Europa League si gioca regolarmente. E' sceso in campo anche lo Zenit di San Pietroburgo, nel ritorno dei sedicesimi di finale contro il Betis, in quel di Siviglia. Nel club russo anche Yaroslav Rakitskiy: ucraino. Quantomeno fino alla giornata di mercoledì 2 marzo, sfociata nella richiesta di risoluzione immediata del contratto avanzata dal calciatore e prontamente accettata dal club con sede a San Pietroburgo.

Rakitskiy, in campo nelle due gare contro la Juventus in Champions League) è stato tra i giocatori a pubblicare sui social un post relativo a quanto sta succedendo in Ucraina. Un breve messaggio, ma di grande impatto:

"Sono ucraino. Pace, fermate la guerra".

Nella sfida d'andata a San Pietroburgo, Rakitskiy è stato probabilmente il peggiore in campo: ammonito dopo 7 minuti, in grossa difficoltà nei tre goal degli ospiti e sostituito all'intervallo. Non era al meglio dopo aver saltato il ritiro. Semak, tecnico dello Zenit (nato in Ucraina, ma divenuto cittadino russo in seguito), ha optato per tenere in panchina il classe 1989 nel match di ritorno a Siviglia.

Alla vigilia della sfida di ritorno dei playoff pareggiata contro il Betis, Semak aveva evidenziato come Rakitskiy fosse a disposizione: nel match d'andata, infatti, l'ex bandiera dello Shakhtar aveva deluso probabilmente anche per il mancato ritiro nei giorni precedenti alla sfida, durante la pausa del campionato russo. Come affermato dallo stesso tecnico in seguito alla sconfitta per 3-2:

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"Non ha fatto una bella partita e se sarà dovuto alla mancanza del ritiro o alla sua condizione, vedremo. Ma non è stato solo lui a fare una brutta partita, potrebbe essere dovuto alla mancanza di preparazione fisica. Questo è il prezzo che tutti i club russi pagano dopo due mesi di stop senza partite ufficiali".

Mercoledì 23 febbraio, nella conferenza pre Betis-Zenit, Semak aveva fatto il punto:

"Rakitskiy è disponibile, ma Karavaev è in dubbio perché ha un piccolo problema. Abbiamo ancora un giorno per decidere chi giocherà. Staremo a vedere, ma penso che probabilmente sarà disponibile per la partita".

Alla fine entrambi sono rimasti in panchina nello 0-0 che ha estromesso lo Zenit dalla competizione e mandato agli ottavi il Betis. Nessuno dei due è subentrato a gara in corso, con pronta risposta di Semak dopo l'elminazione:

"L'andata ha giocato al di sotto del suo livello. In termini di allenamento, ha bisogno di acquisire pratica e forma di partita. La domanda non riguarda solo Yaroslav. I miei genitori abitano in Ucraina, molti parenti e amici vivono lì".

Sotto contratto con lo Zenit c'è anche l'ucraino Anatolij Tymoščuk, ex idolo di Shakhtar Donetsk, Bayern Monaco e dello stesso club di San Pietroburgo, che detiene il record di presenze con la rappresentativa gialloblu: da diversi anni è il vice-allenatore dei Sine-Belo-Golubye.

Tre anni fa, tornando a Rakitskiy, il difensore era finito in prima pagina per aver perso il posto nella Nazionale Ucraina, di fatto dopo aver firmato con lo Zenit San Pietroburgo. Lo stesso selezionatore dell'Under 21, Rotan, non aveva nascosto la situazione venutasi a creare dopo la firma con il club russo:

"Ora per Yaroslav sarà complicato essere di nuovo convocato in nazionale, ma credo che sappia perché questo succede".

L'ultima presenza di Rakitskiy con l'Ucraina è infatti datata fine 2018. La scelta di firmare con lo Zenit ed essere l'unico ucraino nella squadra di San Pietroburgo portò a dure reazioni anche tra i colleghi, tra cui il connazionale Artem Fedetsky.

Il difensore ed ormai ex collega di reparto della Nazionale di Kiev, giudicò la scelta come

"inammissibile. Qualsiasi cosa accada, bisogna rispettare il proprio popolo e la propria patria. Non ho parole e credo che per Shevchenko sarà molto complicato convocarlo di nuovo".

Lo stesso Rakitskiy si era reso conto di non avere più speranze di giocare con l'Ucraina e nell'autunno 2019 ha salutato definitivamente la rappresentativa via Instagram:

"Mi aspettavo una chiamata per entrare a far parte della squadra della nazionale ucraina per tutto l'anno, ma il calcio si è politicizzato. La paura e non le abilità calcistiche sono ciò che guida coloro che stanno dietro la selezione della nazionale. E' stato un onore per me difendere i colori dell'Ucraina, vi saluto".

Sono ora quattro i giocatori ucraini presenti nel massimo campionato russo: giocano la Premier Liga anche Denys Kulakov, Ivan Ordets, Dmytro Ivanisenya e Artem Polyarus. Nessuno di loro gioca nella Nazionale guidata da Oleksandr Petrakov e non lo ha fatto negli ultimi anni. Nessun giocatore russo milita invece nella Prem'er-Liha ucraina.

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