Piero Hincapié, presente e futuro del Bayer Leverkusen: l'ascesa dall'Ecuador alla Germania

HINCAPIE
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La sua ascesa in Sudamerica ha colpito tutti: arrivato un anno fa dall'Argentina, si è imposto subito anche in Germania. Ed è solo l'inizio.

Anche in una stagione in cui l’attacco ha prodotto un centinaio di goal tra tutte le competizioni ed è arrivato un ottimo terzo posto in Bundesliga, il Bayer Leverkusen ha fatto i conti con lacune difensive che hanno rallentato il percorso europeo e in coppa nazionale. Una stagione ottima, ma non eccellente. Eppure la sensazione che c’è riguardo la retroguardia è positiva, almeno a livello di individualità: la crescita di Tapsoba è notevole, anche Tah è tornato a dare certezze. In più, la scorsa estate sono arrivati due giovani talenti su cui lavorare: Odilon Kossounou, pagato oltre 20 milioni dal Genk, e Piero Hincapié, per il quale il club ha sborsato 8 milioni.

Sebbene l’ivoriano classe 2001 arrivato dal Belgio abbia fatto alcune buone figure, a rubare l’occhio è stato soprattutto il secondo. In particolar modo perché si parla di un difensore al suo primo vero grande impatto con il calcio europeo. Il classe 2002 è nato e cresciuto in Ecuador nell’Independiente del Valle. Si è messo in mostra già a livello giovanile vincendo la Libertadores Under 20 e si è guadagnato la chiamata del Talleres, nel campionato argentino.


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Una piazza di rilievo, vista anche la partecipazione alla Copa Sudamericana, una vetrina di rilievo alla quale il Bayer Leverkusen si è affacciato, poi ha deciso di piazzare l’affondo decisivo, colpito dalle sue caratteristiche fisiche e dalla sua personalità, dalla sua bravura nell’uno-contro-uno. Sensazioni positive confermate anche dalla Copa America giocata da titolare della sua nazionale. Non aveva mai giocato nemmeno un minuto, ma nella manifestazione li giocherà tutti.

5 partite, sempre da titolare, almeno fino all’eliminazione ai quarti di finale per mano dell’Argentina, un 3-0 che Hincapié conclude con un cartellino rosso per aver steso Di Maria lanciato a rete. Non un finale da sogno, ma poco importa. Il Bayer Leverkusen ad agosto definisce il suo arrivo e lo mette a disposizione di Gerardo Seoane.

"Lo stavamo osservando da molto tempo - ha detto il Direttore Sportivo Simon Rolfes dopo il trasferimento di Hincapié al Leverkusen - Le sue prestazione contro giocatori di livello mondiale nel principale torneo continentale del Sudamerica ha confermato la nostra valutazione: Piero ha un futuro molto promettente”.

Arrivato come difensore centrale, il tecnico svizzero ha ritagliato su di lui un altro ruolo, sostanzialmente inedito: quello di terzino sinistro nella difesa a quattro. In quella posizione arrivano i primi spezzoni di gara, alternandosi ad altri nel ruolo di centrale, soprattutto a partita in corso sul lato sinistro di una difesa a tre, soluzione a cui il Bayer ricorre spesso nei secondi tempi. Guadagnandosi ben presto la fiducia dello staff tecnico.

Piero Hincapie

La sua capacità di reggere l’uno-contro-uno difensivamente con il suo fisico importante lo hanno reso quasi una prima scelta nel ruolo di laterale mancino, preferito a un giocatore più tecnico come Mitchell Bakker, anche lui arrivato la scora estate. Il loro è stato un ballottaggio quasi perenne, che verso la fine della stagione ha visto prevalere l’olandese anche grazie alla sua esperienza a livello europeo.

Anche Hincapié, comunque, ha avuto i suoi momenti. Soprattutto a gennaio, dopo le partenze di Kossounou e Tapsoba per la Coppa d’Africa, è diventato un titolare fisso in difesa facendo coppia con Jonathan Tah al centro. Partendo ovviamente dal lato sinistro, potendo giocare sul mancino, il suo piede forte. Salvo tornare sulla fascia nel finale, quando sia lui che Bakker sono stati costretti in campo dalla situazione d’emergenza dovuta agli infortuni.

Poca spinta, tanta sostanza, ma anche qualche buon cross dalla trequarti. Nel suo primo e unico anno in Bundesliga Hincapié ha allargato il suo repertorio, dimostrando comunque anche tanta immaturità. Naturale, per un talento che ha comunque enormi margini di miglioramento da sviluppare. E lo farà al Bayer Leverkusen, con cui starebbe già discutendo il rinnovo. Hincapié è pienamente nel progetto: dopo le 33 presenze della scorsa stagione, nella prossima il numero può ancora salire.

D’altronde l’intenzione del club è chiara: i rinnovi di Schick e Wirtz, l’acquisto di Hlozek e l’obiettivo Mudryk lasciano intendere che Rolfes vuole alzare l’asticella. Un’ambizione che ad uno come Hincapié non può non piacere. Per l’addio ci sarà tempo: la sensazione è che la prossima estate il suo nome potrà finire sui taccuini di altri top club e se arriverà l'offerta giusta partire, ma a suon di decine di milioni. Che il Bayer reinvestirà per trovare un altro Hincapié da far maturare.

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