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Perché Pioli is on fire?

15:55 CET 13/12/22
Pioli Milan
‘Pioli is on fire’ è diventato uno dei tormentoni più noti del calcio italiano: come e quando è nato e perché è così popolare.

Più che un coro da stadio, un vero e proprio tormentone. ‘Pioli is on fire’ è diventata la colonna sonora di tutte le partite del Milan.

Sia che si giochi al Giuseppe Meazza o in trasferta, arriva sempre il momento nel quale i tifosi di fede rossonera intonano un motivo che, oltre ad essere ad essere ovviamente dedicato a Stefano Pioli, a molti riporterà certamente alla mente quella che è stata la splendida cavalcata che ha condotto il Milan alla conquista del suo diciannovesimo Scudetto.

Prima, durante e dopo la partita con il Sassuolo che il 22 maggio 2022 ha garantito alla compagine meneghina la matematica certezza della vittoria del campionato di Serie A 2021/2022, ‘Pioli is on fire’ stato il ritornello più cantato in assoluto dai tifosi rossoneri e lo stesso è accaduto anche nel corso della premiazione di rito.

Un omaggio per un allenatore che, nel corso della sua avventura alla guida del Milan, ha fatto cose straordinarie meritandosi un posto non solo nel cuore dei sostenitori rossoneri, ma anche nella storia del club.

DA ‘FREED FROM DESIRE’ A ‘PIOLI IN ON FIRE’

Le note che accompagnano il ritornato ‘Pioli is on fire’ sono note a tutti, tifosi milanisti e non, ed il motivo è molto semplice: il tormentone dedicato al tecnico del Milan è un riadattamento di un pezzo famosissimo: ‘Freed from Desire’.

Scritta e registrata dalla cantautrice italiana Gala, in collaborazione con Molella e Phil Jay che l’hanno prodotta, fin dal suo lancio, nel 1996, è stata una canzone che ha riscosso un enorme successo a livello europeo.

Ha raggiunto il primo posto in classifica in Francia (disco di diamante) e Belgio (disco di platino), il secondo in Italia (disco di platino) e in Inghilterra (disco di platino), diventando un grande classico della Eurodance.

IN PRINCIPIO E’ STATO FREEMAN, POI IL BOOM CON GRIGG

Il motivo di ‘Freed from Desire’ è stato adottato dai tifosi di molte squadre europee. Molti sono stati i cori creati sulle sue note fin dalla prima decade degli anni 2000 e, da quanto si sa oggi, il primo giocatore ad aver avuto un riadattamento a lui totalmente dedicato è stato il centrocampista inglese Luke Freeman ai tempi in cui militava nello Stevenage (tra il 2011 ed il 2014).

Per il primo vero tormentone a livello internazionale bisogna però tornare al 2016 e più precisamente ai Campionati Europei che si sono disputati in Francia.

I tifosi della Nazionale nordirlandese infatti, hanno fatto loro e intonato incessantemente in ogni partita ‘Will Grigg's on fire’, un coro dedicato all’attaccante e punta di diamante della squadra, già utilizzato dai sostenitori della squadra nella quale militava allora: il Wigan.

Fu un tifoso dei ‘Latics’, Sean Kennedy, a pubblicare su YouTube ‘Will Grigg's on fire’ ed il riadattamento ha avuto così successo diventatare una vera e propria hit nel Regno Unito e fare dell’attaccante, che non ha mai giocato in Premier League, un giocatore famosissimo e seguitissimo sui social.

Il coro è stato anche adottato dai tifosi del Leicester e della Nazionale inglese in onore di Jamie Vardy (‘Vardy’s in fire!’), è diventato l’inno non ufficiale di squadre e Nazionali nel corso delle competizioni più importanti, ed è stato anche utilizzato dai tifosi del Manchester United per criticare Harry Maguire ‘Harry Maguire, your defense is terrifying’.

COME NASCE ‘PIOLI IS ON FIRE’

C’è una data ufficiale: il 6 dicembre 2020. Ad intonare per la prima volta ‘Pioli is on Fire’ non sono stati i tifosi del Milan, bensì i giocatori rossoneri.

E’ accaduto nel corso del viaggio di ritorno a Milano dopo una partita vinta al Luigi Ferraris contro la Sampdoria e a svelarne la paternità è stato Rafa Leao nel corso del Gran Galà del Calcio 2022.

“L’abbiamo pensata con tutto il gruppo e l’abbiamo cantata”.

Ciò che l’asso portoghese non ha però raccontato è che, paradossalmente, l’idea di ‘Pioli is on Fire’ è inizialmente venuta ad un giocatore che attualmente milita nell’Inter.

E’ stato infatti Hakan Calhanoglu, che allora giocava nel Milan, ad adattare per la prima volta il ritornello di ‘Freed from Desire’. A togliere i veli su un segreto gelosamente custodito sono state le immagini di un labiale con il quale proprio Pioli ha commentato, nel corso del Gran Galà del Calcio, le parole di Leao.

“Meno male che non l’ha detto… è stato Calha”.