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Palladino alla Juventus: dalla promozione in A al litigio con Del Piero

13:21 CEST 13/09/22
Del Piero Palladino
Il nuovo tecnico del Monza esordirà come allenatore in Serie A contro la sua vecchia squadra. Nel 2007 il famoso episodio: "Stai zitto" "Siamo amici".

Esonerato Stroppa dopo cinque sconfitte ed un pari, il Monza si è affidato a Raffaele Palladino come tecnico della prima squadra. Un tecnico giovanissimo - 38enne - alla prima esperienza in Serie A dopo essere stato promosso dalle giovanili dei brianzoli. Una vecchia conoscenza della massima serie, invece, come giocatore.

Classe 1984, Palladino è cresciuto nel Benevento, per poi approdare alla Juventus, guarda caso la squadra con cui esordirà in panchina nel 2022/2023. Visto in Serie A con le casacche di Crotone, Parma e Genoa, riuscendo a giocare anche in Europa con i rossoblù, ha partecipato alla promozione dalla Serie B dei bianconeri, tornando dai vari prestiti post scoppio di Calciopoli.

"Con il Benevento giocati piuttosto bene nelle prime due gare, sapevo che per la terza sarebbero venuti a vedermi gli osservatori della Juve e in quella partita segnai addirittura" le parole a 'Tuttojuve' qualche anno fa. "Quando mi dissero che mi volevano a Torino, io non ci credevo, anche perché ero un grandissimo tifoso bianconero. Da piccolo avevo la camera tappezzata di foto e di poster di Del Piero e Zidane. Ero malato della Juve. Quando ho capito che mi voleva davvero e che a gennaio sarei dovuto salire a Torino, sono rimasto sconvolto per un mese"

Palladini contribuì in maniera decisiva al ritorno immediato in Serie A di una Juventus che poteva contare su titolari come Buffon, Nedved, Del Piero e Trezeguet. Quando veniva scelto da Deschamps per turnover, necessità o cambio, riusciva a lasciare il segno: otto reti nel 2006/2007.

La Juventus aveva pensato di riportarlo a casa dopo i prestiti a Livorno e Salernitana già prima di Calciopoli, ma con una schiera di attaccanti d'elite non avrebbe mai trovato spazio. Con l'addio di Ibrahimovic, invece, si apre un posticipino in rosa:

"Quanto è accaduto, in un certo senso, per i giovani è stato positivo. La Juventus si è ritrovata in rosa dei ragazzi importanti, che conoscevano già la serie B e per i quali, giocare per la Juventus, in qualsiasi serie, era comunque il massimo".

Dominata la Serie B, la Juventus è di nuovo in Serie A. Palladino non si muove, stabilmente nella rosa che affronterà la massima serie. Gioca decisamente meno, ma ha le sue chances di mettersi in mostra. Durante un match contro il Palermo, però, accadde l'episodio che più di tutti è ricordato durante la sua era bianconera: un battibecco con il capitano Alex Del Piero dopo un'azione d'attacco della Juventus. Sul 4-0 di una gara terminata poi con il 5-0, sia il numero 10 sia Palladino non giocarono titolari, subentrando nella ripresa.

Del Piero riuscì a segnare due reti, Palladino giocò l'ultima parte di gara, risultando protagonista però al minuto 81. L'allenatore del Monza raccontò quanto successo nel 2020, a Calciomercato.com:

"Era una partita abbastanza importante per noi e Ranieri non fece giocare nessuno dei due, ma Trezeguet-Iaquinta. Ti lascio immaginare quanto potesse essere anche un po' nervoso. Entrammo tutti e due quando ormai vincevano per 3-0".

"Ci fu un'azione di contropiede, io non gli passai il pallone ma la diedi a Marchionni che poi crossò per Del Piero. Alex non si era arrabbiato nel vero senso della parola, c'è stato un battibecco dove io, lì per lì, gli ho provato a spiegare la cosa. I giornali l'hanno pompata, strumentalizzata perché Del Piero faceva sempre notizia. Nello spogliatoio ci siamo chiariti ed è finita lì. Tuttora sono grande amico di Alessandro, ci scriviamo messaggi e ci sentiamo per telefono".

Di fatto, dopo il mancato passaggio filtrante a Del Piero, Palladino aprì per Marchionni sulla sinistra, senza riuscire però a costruire un'azione da goal. Il capitano si avvicinò così al giovane compagno, allora 23enne, che cercò di spiegarsi. Il labiale allora, fece scalpore e catapultò tutti e due in prima pagina, soprattutto negli ambienti bianconeri:

"Palladino, stai zitto"

Cose da campo, risolte subito dopo. Palladino riuscì a segnare due reti in quella stagione, contribuendo alla prima Juventus post Calciopoli. Dopo la sua cessione, è stato fondamentale contro i bianconeri nel successo dell'aprile 2009: goal in maglia Genoa del 3-2 al minuto 88', tra l'altro dopo una doppietta di un altro allenatore appena subentrato nel 2022/2023, ovvero Thiago Motta, nuovo mister del Bologna.

Nessuna rivicincita, in quel caso, per Palladino: servito solissimo in un contropiede a campo aperto, dovette solo appoggiare in rete per battere l'amico Buffon. Marassi in festa, mancata esultanza in virtù della rete alla sua vecchia squadra, lasciata solamente pochi mesi prima.

Da lì Palladino è quasi sempre stato in panchina nelle sfide contro la Juventus, fornendo comunque un assist in maglia Parma nel famoso 4-1 contro i bianconeri del 2010/2011. Ora, cinque anni dopo l'ultimo incontro (k.o 4-2 nel 2017), di nuovo di fronte. A Monza, seduto in panchina. In piedi, per guidare i suoi, senza più correre come una volta.