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Luis Enrique traccia il suo futuro: "Voglio allenare un club, aspetto l'inizio della prossima stagione"

22:59 CET 12/12/22
Luis Enrique Selección
L'ex commissario tecnico della Spagna si apre su Twitch dopo il suo addio alla Roja: "Ho vissuto un sogno, mi fido di De La Fuente".
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"Sono stati momenti intensi, adesso sono pronto per qualsiasi cosa accada": è rilassato, Luis Enrique, sorridente. Si apre e si racconta come ha imparato a fare su Twitch, nell'ultimo mese, anche dal ritiro della Spagna.

L'ex CT della Roja è stato invitato dal famoso streamer Ibai per fare il punto sul suo passato, sul suo presente e sul suo futuro, esperienza ai Mondiali compresa.

"E' chiaro che contro il Marocco non abbiamo giocato bene, ma vedo il lato positivo: in questo momento sono calmo e soddisfatto per quello che abbiamo fatto. Abbiamo generato entusiasmo e voglia di vedere la Nazionale, cosa che abbiamo percepito. Mando un abbraccio a Luis de la Fuente. E' molto preparato, mi fido di questa scelta".

Luis Enrique ha lasciato il suo incarico, comunque in scadenza, ma parla liberamente della sua esperienza, caratterizzata comunque da rimpianti.

"Mi sento come se avessimo perso un'ottima opportunità: tra le semifinaliste non vedo squadre migliori di noi, adesso sta a de la Fuente. Eravamo riusciti a convincere i giocatori che c'erano possibilità di riuscirci. Avrei dovuto dare più spazio a Pablo Sarabia: sono stato ingiusto con lui. Negli spogliatoi non ho parlato, non puoi analizzare quello che è successo: li ho confortati. E' stato uno dei momenti più delicati e difficili per me. E' stato uno dei momenti più delicati e difficili per me. Della lista dei 26 me ne porterei di nuovo 25, con un cambio, ma poi vi dirò chi è. Magari avremmo rischiato di uscire alla fase a gironi: avrei portato il giocatore che avrei voluto portare e non quello che poi non si è rivelato ciò che mi aspettavo. Ed è un ragazzo fantastico, intendiamoci. Il Marocco è meritatamente al di sopra delle prestazioni che poi si riversano nel ranking FIFA, hanno giocato una partita difensiva e non siamo stati in grado di batterli. Una squadra che non attacca può vincere una partita, i Mondiali sono molto aperti".

Adesso sta a una tra Argentina, Croazia, Francia e Marocco alzare il trofeo: Luis Enrique ha la sua preferita.

"Guarderò le semifinali e la finale e mi divertirò: vorrei che a vincere sia Leo Messi per quello che Messi significa per il calcio. Non vorrei, comunque, che non si ripetesse un Francia-Croazia: sarebbe un colpo se il Marocco vincesse... tremendo".

L'ex CT della Spagna ha comunque chiara l'idea sulle sue personali sorprese dei Mondiali in corso.

"La più grande sorpresa? Posso dire Ounahi, ma anche Amrabat: il Marocco ha quattro giocatori molto forti. Pedri per me è Harry Potter, la cosa più vicina a Iniesta".

Adesso è tempo di pensare al futuro: Luis Enrique da Ibai ammette la volontà di tornare ad allenare un club, tra le tante domande arrivate.

"Voglio continuare allenando un club per sviluppare ciò che ho fatto in Nazionale: è stato un sogno, ma questa fase è finita. Aspetterò l'inizio della prossima stagione. Tornare al Celta Vigo? Chissà! Ho un grande ricordo: gli ho fatto pagare pochissimo".

Parentesi anche sull'Italia, assente dai Mondiali per due edizioni consecutive.

"Mancini mi ha mandato un messaggio quando siamo stati eliminati, è stato carino: 'Bene dai, ci vediamo a giugno'. Stavo per dirgli: 'Penso che io ti vedrò, ma tu non vedrai me'. E' incredibile, due Mondiali senza l'Italia: i campioni d'Europa non sono ai Mondiali. Il momento di maggior tensione per me è stata proprio la qualificazione ai Mondiali, lo capisco".