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Liguori e l'affare Osimhen: "Mai stato al Lille, bruciato per colpa del Napoli"

09:10 CET 15/12/21
Osimhen Napoli Serie A
L'ex attaccante del Napoli coinvolto nello scambio che ha portato Osimhen in azzurro, torna sulla trattativa con il Lille: "Mai stato in Francia".

Luigi Liguori, attaccante classe 1998 ex Napoli e coinvolto nello scambio che ha portato in azzurro Victor Osihmen ha raccontato la sua esperienza sulle pagine del quotidiano La Repubblica.

"Giocavo in prestito alla Fermana, in Serie C. A giugno mi chiamò il Napoli e mi disse: vieni a Castel Volturno, dobbiamo parlare.
"Siamo andati io e il mio procuratore, la società ci ha offerto due opzioni: potevo rinnovare per un anno e restare, o accettare di andare al Lille e firmare per tre anni, entrando nell’operazione Osimhen. Voi che avreste fatto? Ne ho parlato con il mio agente e ho accettato. Il 30 giugno abbiamo firmato con il Lille".

Liguori però in Francia non metterà mai piede, nemmeno per ufficializzare il suo passaggio nel club della Ligue 1.

"Non siamo mai andati a Lille. Hanno mandato i contratti a Napoli e abbiamo firmato a Castel Volturno"

L'attaccante è rimasto quindi in Italia, accettando prima l'offerta della Fermana e poi quella del Lecco. Il Lille però lo ha convocato.

"Quando è finito il prestito, il Lille mi ha mandato una comunicazione dicendo che il 1° luglio dovevamo essere da loro. Tutti e tre noi contropartite nell’affare Osimhen. Ma noi non volevamo più andare in Francia, allora ci hanno proposto di lasciare sul tavolo i due anni di contratto e accettare una buonuscita".

Liguori spiega anche il suo rifiuto al Lille, sottolineando come non fosse al corrente della situazione plusvalenze, finite sotto la lente d'ingrandimento del COVISOC.

"Purtroppo io non sapevo tutto. Loro non è che ti dicono che volevano fare plusvalenza. Ci hanno detto solo: il Lille vuole tre giovani e noi abbiamo pensato a voi. Poi col passare delle settimane abbiamo scoperto tutto, ma ormai eravamo coinvolti, non potevamo più fare nulla".

Infine parole tutt'altro che concilianti nei confronti della società campana:

"Con gli altri due ragazzi coinvolti nell’operazione ci sentiamo spesso e tra di noi ci diciamo: noi avevamo tre anni di contratto. Ci siamo bruciati per “colpa” del Napoli. Perché noi non sapevamo nulla".