Libor Kozak, il gigante ceco: colpi proibiti, successi e goal con la Lazio, i gravi infortuni e il declino

Kozak GFX
Goal
Arriva in Italia molto giovane e 'stende' nella stessa gara Bonera e Legrottaglie. Poi i goal e i successi alla Lazio, gli infortuni e il declino.

I colpi proibiti ai difensori, mandati puntualmente k.o., i goal, la Nazionale, i gravi infortuni, e una parabola discendente che lo ha portato nel giro di pochi anni dalla prospettiva di un luminoso futuro ad una carriera in tono minore.

Non si può dire che l'avventura da calciatore di Libor Kozak, il gigante ceco, sia stata finora priva di accadimenti e colpi di scena.

GLI ESORDI E I PRIMI ANNI IN ITALIA

Nato a Brumov-Bylnice, nel distretto di Zlín, il 30 maggio 1989, Kozak inizia a giocare a calcio nel Settore giovanile dell'Opava. In principio, vista la stazza fisica (un metro e 93 centimetri per 82 chilogrammi) i suoi allenatori lo fanno giocare da difensore centrale. Libor dimostra però una spiccata attitudine offensiva e così diventa un centravanti molto fisico particolarmente abile nel gioco aereo e nelle sponde per i compagni.

A 18 anni, nel 2006/07 approda in prima squadra e gioca nella Druhá liga, la Seconda divisione ceca. Firma ben 8 goal in 15 presenze nella seconda parte della stagione. Nella seconda stagione migliora ulteriormente il suo rendimento, con 11 reti in 26 gare e un apporto consistente nel piazzamento al 3° posto.

Gioca anche con le Nazionali Under 19 e Under 21 e si guadagna presto l'attenzione di importanti club europei. Già nel gennaio 2008 sostiene un provino con il Portsmouth ma dopo una settimana non riesce a strappare un ingaggio. Passano sei mesi e ad assicurarsi il promettente centravanti ceco è la Lazio di Claudio Lotito e del D.s. Igli Tare, che versa un milione e 200 mila euro nelle casse dell'Opava per portarlo a Roma.

"Arrivavo dalla Serie B ceca, - ricorderà l'attaccante a 'La Gazzetta dello Sport' - non parlavo italiano, firmai il contratto con la Lazio sul cofano di una macchina". 

Giunto nella capitale, Kozak è aggregato inizialmente alla formazione Primavera. È il 2008/09 e il giovane attaccante ceco si mette in evidenza. In 21 presenze segna 13 goal, di cui alcuni particolarmente pesanti. Firma infatti una tripletta al Viareggio nel rotondo 5-0 contro l'Anderlecht, poi porta i biancocelesti alla Final Eight Scudetto andando a segno sia all'andata, sia al ritorno, contro l'Albinoleffe.

Le buone prestazioni con la Primavera gli fanno guadagnare il debutto in Serie A, che arriva a 19 anni il 2 maggio 2009, quando la Lazio di Delio Rossi perde 2-0 al Meazza contro l'Inter. Con la Reggina tre settimane più tardi esordisce anche all'Olimpico entrando in campo al 66' al posto di Zarate, mentre il 31 maggio gioca per la prima volta da titolare in Juventus-Lazio 2-0. In tutto totalizza 3 presenze in Serie A e vince la Coppa Italia senza scendere in campo. Quindi è mandato in prestito al Brescia.

La stagione con le Rondinelle per Kozak è positiva, e lo vede contribuire alla promozione dei lombardi in Serie A  con 4 goal in 30 partite, prima di far ritorno in forza ai biancocelesti.

Libor Kozak Fiorentina Lazio Serie A 09182010

COLPI PROIBITI, GOAL E SUCCESSI CON LA LAZIO

Kozak si mette a disposizione dell'allenatore Edy Reja, che, tuttavia, nella prima parte di stagione lo impiega col contagocce. Il 18 settembre 2010, alla 2ª presenza stagionale, segna il suo primo goal in Serie A: su tiro di Hernanes respinto da Frey, è lesto a ribadire in rete da distanza ravvicinata, regalando alla sua squadra una vittoria esterna per 1-2. Da prima di Natale, però, Reja inizia ad utilizzarlo con regolarità.

Il 29 gennaio 2011, alla prima da titolare, firma una memorabile doppietta ancora contro la Fiorentina: la Lazio si impone 2-0 all'Olimpico e scopre il giovane centravanti ceco. A dispetto della sua giovane età Kozak dimostra di essere a suo agio in un campionato come quello italiano. Fa valere la sua fisicità, e grazie a quest'ultima riesce a farsi valere anche quando a marcarlo sono difensori di comprovata esperienza.

La settimana successiva all'exploit con i viola, Reja lo ripropone dal 1' nella difficile trasferta del Meazza contro il Milan di Massimiliano Allegri. La partita è particolarmente 'maschia' e vedrà il ceco ancora protagonista, ma stavolta non per i suoi goal, ma per gli infortuni procurati ai suoi marcatori. Inizialmente, infatti, a controllarlo è Daniele Bonera. Allo scadere del primo tempo, su una palla alta, Kozak prova ad anticiparlo e salta con le braccia larghe.

Il ceco colpisce duramente, ma fortuitamente, allo zigomo il difensore rossonero, che si accascia sul terreno di gioco. È in stato confusionale, ha problemi di vista e lascia il campo in barella. È portato all'ospedale Niguarda, dove è sottoposto a TAC, che esclude la presenza di una frattura.

Dopo l'intervallo Allegri manda in campo al suo posto Nicola Legrottaglie. Per l'ex centrale della Juventus è il debutto con la maglia rossonera, ma la serata è per lui tutt'altro che memorabile.

Sul finire del match, infatti, arriva nella sua zona una palla bassa: Legrottaglie si abbassa per deviarla di testa, ma Kozak lo colpisce con una violenta ginocchiata alla fronte. Il difensore del Milan va giù, ha il volto ricoperto di sangue. La paura in campo è tanta, il centrale è portato al San Raffaele e, attraverso gli esami strumentali, gli vengono diagnosticati uno shock midollare, 5 punti di suutra e un trauma discorsivo del rachide cervicale.

Libor Kozak Nicola Legrottaglie Milan Lazio Serie A 02012011

"Ho fatto una risonanza e grazie e a Dio è tutto ok - dichiara Legrottaglie - non ci sono conseguenze drastiche per un incidente così. Più lo rivedo e più penso al grande spavento, per chi l’ha visto ma anche per me, perché ho vissuto quei cinque minuti in cui non avevo sensibilità alle braccia e alle gambe. In quei cinque minuti ho rivisto il film della mia vita. Ho avuto paura di morire".

Con due colpi proibiti il ventunenne Kozak, che rimedia solo un giallo, ma non per i due episodi incriminati, per i quali non viene sanzionato, aveva mandato k.o. due difensori del Milan, alimentando l'infermeria rossonera e mandando su tutte le furie l'amministratore delegato rossonero Adriano Galliani. 

"L'altra sera ho visto un gio­catore della Lazio picchiare per tutta la partita, utilizzando gomiti, ginocchia e altre parti del corpo. - denuncia il dirigente, senza mai pronunciare il nome dello slovacco - Ebbene, questo giocatore ha regolarmente fi­nito la sua gara, mentre due dei nostri sono finiti in ospe­dale. In sintesi, il picchiatore è rimasto impunito e i pic­chiati sono stati costretti ad abbandonare il campo".

"Ho ri­visto decine di volte lo scon­tro con Legrottaglie e sono sempre più convinto che il suo intervento sia stato vo­lontario. - sottolinea ancora Galliani - Il giocatore sarà anche grande e grosso, ma aveva tutto il tempo per evitare di finirgli addosso. Il ri­sultato è che Legrottaglie è rimasto pa­ralizzato per ben cinque minuti. Men­tre Bonera, costretto a uscire nell'in­tervallo, nell'immediato ave­va accusato un netto calo della vista".

Parole forti, non condivise dall'ambiente biancoceleste. A 'scagionare' il proprio giocatore è in primo luogo il tecnico Edy Reja.

"Non l'ha fatto apposta, - afferma il tecnico goriziano - incidenti simili possono capitare. È un ragazzo molto bravo, lo conosco bene. È buono come il pane, e in allenamento gli dico persino di essere più cattivo. Questo incidente mi rammarica".

Nicola Legrottaglie left the pitch Milan Lazio Serie A 02012011

Il diretto interessato si rende conto del danno arrecato ai suoi avversari e chiama Legrottaglie, mentre è ricoverato in ospedale.

"Ho chiamato Legrottaglie dopo la partita per scusarmi. - rivela a 'Lazio Style Radio' - Gli ho detto di essere dispiaciuto per quanto era successo in campo, ma che non l'avevo assolutamente fatto apposta. Lui mi ha risposto di stare tranquillo, perché queste sono cose che succedono in campo". 

"Gli ho chiesto scusa - ha precisato - perché era comunque un brutto intervento. Ho capito subito che non andava bene quello che era successo, ma vi posso garantire che non ho fatto in tempo a levare la gamba, e che non sono entrato certo per far male. Stavo guardando solo la palla e ho alzato la gamba troppo tardi".

Quanto all'infortunio di Bonera, poi, Kozak ha una sua idea:

"Era fallo su di me - ha sostenuto - io volevo proteggere la palla, e lui mi ha preso con la testa. Non mi sono nemmeno accorto che si fosse fatto male".

Il giocatore ceco è etichettato come violento e attaccante scorbutico e pericoloso.

"Dopo quel match fu tutto più difficile. - ammetterà a 'La Gazzetta dello Sport' - Mi diedero del picchiatore".

La Lazio si piazza al 5° posto finale e l'attaccante ceco chiude la stagione con 22 presenze e 7 goal fra campionato e Coppa Italia. Segue un 2011/12, sempre sotto la gestione di Reja, che è l'anno del suo primo goal in Europa League, realizzato allo Sporting il 14 dicembre, e nel quale il centravanti ceco assurge al ruolo di vice-Klose in un finale di stagione che, dopo un'assenza di circa 2 mesi per un problema al pube, lo vede giocare con regolarità e segnare goal pesanti: su tutti quelli contro Atalanta e Inter nelle preziose vittorie delle ultime due giornate, che consentono ai biancocelesti di piazzarsi al 4° posto.

"Mister Reja è stato il primo a darmi una chance. - racconta a 'La Gazzetta dello Sport' - 'Gioca tranquillo', mi diceva. Nessuna pressione, nessuna ansia, solo stima e fiducia. Un giorno disse che avevo la malattia del goal, ci scherzammo per mesi. È stato fondamentale per la mia crescita. Ricordo un Lazio-Cesena all’Olimpico. Perdevamo 2-0 al primo tempo, Reja mi fa entrare nella ripresa a vinciamo 3-2. Segnai l’ultimo goal".

Chiude l'anno con 24 presenze totali e 5 goal. La stagione che lo vede sbocciare definitivamente è tuttavia il 2012/13, con l'arrivo di Vladimir Petkovic in panchina e un parco attaccanti con cui si ritrova a competere che comprende, oltre a Klose, i vari Zarate e Floccari. Kozak ha il merito di farsi trovare pronto quando l'allenatore serbo gli dà spazio, in particolar modo nell'Europa League, che diventa la sua competizione.

Libor Kozak - Lazio

Kozak segna una doppietta all'NS Mura nei playoff del torneo, poi nel girone va a segno ancora con una doppietta contro il Panathinaikos, e una rete arriva con il Maribor. Nella fase ad eliminazione diretta, castiga il Borussia M'Gladbach con una doppietta nella sfida di ritorno in Germania (3-3) poi compie il capolavoro agli ottavi di finale con una spettacolare tripletta all'Olimpico contro lo Stoccarda (vittoria biancoceleste per 3-1). Se l'avventura dei capitolini si arresta ai quarti di finale con l'eliminazione ad opera del Fenerbahçe, sul piano personale a fine torneo il centravanti ceco conquista il titolo di capocannoniere dell'Europa League con 8 goal totali nel torneo, 10 se si considerano i turni preliminari.

“In Europa League toccava a me e non delusi le aspettative, segnando 10 reti in 11 partite. - dichiarerà Kozak - Ero diventato il bomber di coppa. Fino a 15 anni giocavo centrale difensivo (ride ndr)!. Poi l’allenatore notò che ero il più alto e mi spostò in attacco”. 

Il 26 maggio 2013 è in panchina nella sfida con la Roma che vede prevalere i biancocelesti nel derby di Coppa Italia. Il goal di Lulic nella ripresa permette anche a Kozak di vincere per la seconda volta in carriera il trofeo. Nel suo periodo d'oro l'attaccante è convocato nella Nazionale maggiore della Repubblica Ceca. L'esordio arriva nel derby con la Slovacchia del 14 novembre 2002 e il 10 settembre 2013 anche in Nazionale il giocatore è autore di un nuovo colpo proibito. 

Stavolta a farne le spese è Manuel Pasqual, terzino della Nazionale azzurra, colpito dal centravanti con una gomitata involontaria che gli provoca un taglio sul sopracciglio, poi chiuso con 7 punti di sutura. Per questo intervento nella gara delle qualificazioni ai Mondiali 2014 contro la squadra di Prandelli, che si impone 2-1, Kozak è soltanto ammonito dall'arbitro.

LA PREMIER, I GRAVI INFORTUNI E IL CALVARIO

Dopo 22 reti in 80 gare con la maglia biancoceleste sulle spalle, e aver lasciato un ricordo nitido nel calcio italiano anche per la fisicità con cui creava problemi ai difensori avversari, Libor Kozak decide di cambiare aria nel 2013/14, passando all'Aston Villa e debuttando in Premier League.

"Avevo diverse offerte dalla Premier, - rivelerà - l’Aston Villa mi convinse. Volevo giocare in Inghilterra, alla Lazio avevo dato quello che potevo dare e il mio desiderio era cambiare. Inoltre, l’ultimo anno ebbi diversi problemi con gli arbitri per via del mio modo di giocare, dovevo modificare il mio stile di gioco. In Italia ho lasciato il cuore, ma non potevo rifiutare la Premier".

Quello con i Villans, che per lui versano 8 milioni di euro nelle casse della Lazio, sembra l'inizio di un'altra avventura da sogno per il gigante ceco, che il 21 settembre 2013 segna la prima rete con il club di Birmingham, portando alla sua squadra una vittoria ai danni del Norwich (1-0).

Se la prima parte della stagione è positiva (10 presenze e 3 goal), l'intervento della sorte è dietro l'angolo: a gennaio 2014, infatti, il centravanti si procura la frattura scomposta di tibia e perone della gamba destra in allenamento, in uno scontro di gioco con il compagno di squadra Ciaran Clark. 

Kozak, autore fino a quel momento di 15 presenze e 4 goal, deve chiudere anticipatamente la sua stagione. Spera di recuperare per l'autunno dell'anno successivo, tuttavia un errore medico costringe a prolungare ulteriormente i tempi del rientro: un perno è stato inserito male e Libor deve riandare sotto i ferri.

Libor Kozak - Aston Villa

L'odissea dell'attaccante lo vede star fuori un anno e mezzo, ben 605 giorni, e sembra concludersi il 25 agosto 2015 quando il ceco torna in campo nel successo per 5-3 sul Notts County. Kozak però si rompe il tendine del perone sinistro e per tornare a giocare in Premier League bisogna attendere il 2 gennaio 2016, quando scende finalmente in campo al Villa Park nella sconfitta per 1-3 con il Sunderland.

"Torno ad allenarmi, ma mi rompo il tendine peroneo, stavolta dell’altra gamba. Ero arrivato a tre anni senza giocare mai. I medici mi dicevano che forse non sarei mai tornato al 100%, come prima. Ma non volevo mollare, non volevo accettarlo”.  

Il 23 gennaio 2016, in uno scontro di gioco con un calciatore del WBA, si frattura la caviglia e deve dire addio al resto della stagione 2015/16. Resta un'ultima stagione, nonostante la retrocessione della squadra, ma va in campo appena 2 volte. Tra Premier League, Championship e Coppa di Lega mette insieme complessivamente solo 22 presenze e 4 gol in quattro stagioni.

IL DECLINO: IN SERIE B CON BARI E LIVORNO

Il giocatore si svincola dall'Aston Villa e il Bari, che milita in Serie B, decide di dare un'altra possibilità a Libor Kozak, il gigante ceco che con la sua fisicità esplosiva mandava k.o. i difensori della Serie A, ma che a causa dei gravi infortuni sembra essersi perduto. 

Nell'agosto 2017 firma un contratto annuale con i pugliesi e il 29 novembre fa l'esordio con la nuova squadra nel 4° turno di Coppa Italia, che vede i biancorossi soccombere 2-1 al Sassuolo. La fine del calvario di Kozak ha però un'altra data: il 10 febbraio 2018, quando in campionato decide la partita con il Frosinone con un suo goal (1-0). Gennaio 2014-febbraio 2018: dall'ultimo sigillo sono ormai passati circa 4 anni.

"Senza quegli infortuni sarei ancora in Premier. - afferma a 'La Gazzetta dello Sport' - Ogni tanto ci penso… e mi arrabbio”. 

"Quel goal contro il Frosinone, dopo anni di calvario, fu una liberazione. Ho bei ricordi di Bari, città stupenda e grande piazza". 

Kozak segna 2 reti in 16 presenze, la squadra accede ai playoff promozione. Il Bari però nell'estate successiva fallisce e Kozak si ritrova senza squadra. Decide allora di firmare con il Livorno, che milita anch'esso in Serie B. 

L'esperienza con gli amaranto si rivela però negativa e segna il declino del gigante ceco: appena 11 presenze, senza nemmeno l'ombra di un goal, fra Serie B e Coppa Italia, prima della risoluzione del contratto a gennaio.

Libor Kozak Manuel Pasqual Italy Czech Republic World Cup Qualifier 2014

IL RITORNO IN PATRIA E IL SORRISO RITROVATO

Kozak si rende conto di non essere più fisicamente lo stesso di quando da giovane era arrivato in Italia e riusciva ad essere un fattore. Torna così in patria, per giocare con Slovan Liberec e Sparta Praga, ritrovando finalmente il goal con regolarità e il sorriso. In un anno e mezzo segna 25 goal, dimostrando ancora di saperci fare.

A distanza di 6 anni dall'ultima volta, torna persino in Nazionale, giocando i minuti finali di Repubblica Ceca-Montenegro il 10 giugno 2019 all'età di 30 anni. Il 2020/21, però, è nuovamente travagliato: prima la positività al Coronavirus, che lo costringe a star fermo diverse settimane, poi un nuovo infortunio, con la frattura del malleolo.

Nulla in confronto alle difficoltà attraversate negli anni in Inghilterra. Libor, che non ha mai dimenticato gli anni con la Lazio, si augura che il nuovo anno sia all'insegna della ritrovata serenità.

"I tifosi della Lazio sono un pezzo di cuore, - dichiara a 'La Gazzetta dello Sport' nell'aprile 2021 - la Lazio mi ha dato tutto. Mi scrivono ancora sui social, ho moltissimi amici a Roma, e mi fa male vederla così. Non ho segnato 200 goal, ma hanno apprezzato l'impegno. Ricordo che una volta, nel 2011, dopo una doppietta alla Fiorentina, sbagliai uno stop molto facile sulla linea di fondo e mi arrabbiai con me stesso, ma i tifosi erano lì a sostenermi. 'Il mio canto Libor', cantavano. Unici…".

"Allo Sparta sto bene. - assicura - Ho deciso di tornare a casa e riaprire la mia carriera dopo l’esperienza a Livorno, dove non sono riuscito ad esprimermi al 100%. Ho ritrovato la felicità". 

Il 30 giugno 2021 si è conclusa dopo due anni l'avventura di Libor Kozak allo Sparta Praga. Il centravanti ceco classe 1989 ha scelto di ripartire dall'Ungheria e dalla Puskas Akademia. 5 goal e 4 assist in 29 presenze nella sua unica annata. Un bottino tutto sommato soddisfacente per l'attaccante ex Lazio, rinato tra la sua Repubblica Ceca - dove ora è tornato, per giocare con lo Slovacko - e il campionato magiaro dopo il declino nell'ultima parte dell'esperienza italiana.

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