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La Juventus secondo Allegri: formazione titolare, mercato, infortuni

10:31 CEST 17/09/22
Massimiliano Allegri Juventus Salernitana
L'importanza di Rabiot, i singoli prima degli schemi, il mercato, gli infortuni: i problemi della Juve raccontati da Allegri.

Sono giorni caldissimi per Massimiliano Allegri, mai come adesso finito sul banco degli imputati dopo il difficile avvio di stagione della Juventus. Due vittorie in otto partite ufficiali d'altronde sono davvero troppo poco per una squadra che sulla carta sarebbe dovuta tornare a lottare per grandi traguardi.

In una lunga chiacchierata riportata da Mario Sconcerti su 'Il Corriere della Sera', Allegri prova a spiegare quanto sta succedendo. Uno dei problemi secondo il tecnico livornese starebbe nei tanti infortuni che gli hanno fin qui impedito di schierare la Juve che aveva in mente.

"La Juve era stata pensata in un altro modo. Con Rabiot-Paredes-Pogba a centrocampo più Locatelli a fare il primo che subentra. Di Maria e Chiesa sulle fasce, Vlahovic nel mezzo. La Juve di adesso è virtuale. Lo so che manca chi sappia inventare negli ultimi trenta metri, ma avevamo preso Pogba e Di Maria per questo. Miretti è il più adatto in quel ruolo tra quelli che ci sono. Ma non è Pogba. È un 2003. Abbiamo problemi di spinta sulle fasce laterali. Non posso più chiedere a giocatori che hanno corso per tutta la vita di continuare a fare l’intera fascia. Se a Cuadrado chiedo di fare l’ala, sa farla ancora benissimo. Ma non posso più chiedergli di fare sempre due ruoli".

I problemi però oggi alla Juventus sono tanti e non possono essere spiegati solo con le assenze. Troppi infatti gli errori commessi in campo, soprattutto a livello tecnico. Ma secondo Allegri la rosa bianconera difetta anche di personalità.

"Gli errori sono in tante parti del campo. Sbagliamo passaggi, commettiamo troppi errori tecnici, non contrastiamo, perdiamo il controllo fisico degli avversari. Personalità? Qualcosa manca. Ci fermiamo presto. Questo è compito mio, stiamo lavorandoci ogni giorno. Molti errori però sono tecnici".

Allegri promuove le mosse della società sul mercato, di cui si dice soddisfatto, ma allo stesso tempo in campo alcuni dei nuovi non si sono mai visti o quasi. Il grande assente ovviamente è soprattutto uno: Paul Pogba, l'uomo intorno al quale l'allenatore voleva costruire la sua Juve ma che non sarà a disposizione prima di gennaio, così come Chiesa.

"Quanto tempo dovranno avere per tornare alla loro altezza? Ci sono difficoltà oggettive, le conosco, non alleno da un giorno e ho sempre sbagliato poco. Ma ripeto, questa di adesso è una Juventus virtuale. Sono contento del progetto di mercato, mi è piaciuto. Ma i giocatori in campo non ci sono. Provate a togliere all’Inter o al Milan cinque titolari, poi vediamo se vanno in difficoltà".

Eccoci al capitolo che più fa discutere ormai da parecchio tempo, ovvero 'il gioco' della Juventus. Allegri su questo punto ribadisce la centralità dei calciatori rispetto agli schemi nella sua idea di calcio.

"Io adoro la qualità dei miei giocatori, li ho cercati e voluti. Non ho schemi prestabiliti, adatto il gioco alle loro qualità. Non sono un fenomeno per questo, è mestiere. Oggi i giocatori non pensano, ubbidiscono. Non interpretano. È la soluzione più facile. Mentre il calcio è una somma di singole fantasie. Col Benfica Di Maria è entrato pochi minuti e ha messo uno davanti al portiere da trenta metri. Posso dire che era uno schema? No, era Di Maria. Io li ho questi giocatori, se siamo tutti, siamo forti".

A sorpresa, infine, Allegri fa il nome del calciatore che più gli manca attualmente.

"A me oggi manca molto Rabiot. Lo discutono in tanti, ma Rabiot fa 13-14 cose buone a partita e sul campo pesa sempre. Torniamo al punto di prima: Rabiot ha tecnica e fisico"