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La favola Marocco si ferma in semifinale: percorso straordinario per la squadra di Regragui

07:53 CET 15/12/22
Marocco
La rivelazione del torneo si arrende al penultimo atto dopo un percorso top: i magrebini si giocheranno il terzo posto con la Croazia.

La favola del Marocco si è stoppata al cospetto della Francia campione del Mondo in carica. Il 2-0 targato Theo Hernandez-Kolo Muani ha proiettato i transalpini verso la seconda finale iridata consecutiva, relegando i 'Leoni dell'Atlante' alla proverbiale 'finalina' che mette comunque in palio un terzo posto di assoluto prestigio da contendere alla Croazia.

Quello che rimane, a prescindere dal piazzamento finale, è il percorso di una selezione che ha letteralmente incantato lungo il viatico che l'ha condotta ad un solo gradino dalla notte più importante. Proprio così perché il Marocco è stato in grado di scrivere una pagina di storia. Personale, ma anche del calcio africano in generale.

Gli ottavi di finale di Messico 1986 erano stati ad oggi il miglior risultato, ma quanto si è visto in terra qatariota è andato decisamente al di là di ogni più rosea aspettativa. Il Marocco si è messo tutti dietro in un girone nel quale Croazia e Belgio erano a rigore di logica le favorite. E lo ha fatto da imbattuto, subendo un solo goal.

Agli ottavi di finale Ziyech e compagni si sono concessi l'impresa extra lusso di eliminare la Spagna ai calci di rigore, replicando pochi giorni dopo contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo, steso dal blitz vincente di En-Nesyri. Un guizzo risolutore che ha fatto della squadra guidata dal commissario tecnico Walid Regragui la prima africana ad arrivare tra le prime quattro di un Mondiale. Qualcosa di assolutamente impronosticabile alla vigilia.

Una rassegna iridata rivelatasi vetrina utile per mettere in mostra tutti i gioielli della cristalleria: le parate di Bounou, strepitoso contro Spagna e Portogallo, la rinascita di El Yamiq - meteora al Genoa - e riscopertosi solidissimo punto di riferimento in Nazionale, con tanto di eurogoal sfiorato contro la Francia in rovesciata.

A centrocampo la copertina è stata tutta del fiorentino Amrabat, allo stesso tempo cervello e polmoni di una squadra che ha sempre funzionato a meraviglia, che ha sempre girato a mille all'ora. Senza tralasciare la rivelazione Ounahi, ultimo in Francia con l'Angers e contemporaneamente tra i top centrocampi del torneo. E cosa dire di Amallah? Fuori rosa allo Standard Liegi e pilastro nel cuore del pacchetto mediano magrebino.

Sarebbe riduttivo scoprire oggi il valore e il peso specifico di gente come Hakimi, Ziyech e En-Nesyri, profili abituati - più di molti dei loro compagni - a calcare questo genere di palcoscenico. Sempre decisivi, sempre pronti a trascinare e a prendere per mano. Dei leader, insomma.

E pazienza se contro la Francia il Marocco ha sofferto soprattutto dal punto di vista offensivo dove spiccano i soli tre palloni toccati dal centravanti del Siviglia, ma per larghi tratti è si è vista una macchina viaggiare a tutto gas, capace di far vacillare la squadra di Deschamps. Sintomo di un collettivo in grado di giocarsela con chiunque.

Una favola, come merita di essere chiamata, destinata a non rimanere fine a se stessa, perché adesso in casa Marocco si crede ancora più fortemente alla possibilità di costruire qualcosa di importante anche negli anni a venire.

 
"La cosa più importante - ha detto il ct Regragui a 'La Gazzetta dello Sport' - è aver dato una bella immagine, aver mostrato al mondo che il calcio marocchino esiste, che abbiamo dei tifosi bellissimi. Per arrivare ad altissimo livello, per vincere un Mondiale, dovremo ancora lavorare ma non siamo molto lontani".

Della serie, il meglio deve ancora venire, ma una storia bellissima è già stata scritta. Con la speranza di coronare il tutto con la medaglia di bronzo da contendere sabato alla Croazia.