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Serie A

Juventus indagata per falso in bilancio: cosa rischia la società bianconera

10:32 CET 27/11/21
Andrea Agnelli
La Procura di Torino ha aperto un fascicolo sui trasferimenti delle ultime 3 stagioni in seno alla Juve: il precedente più fresco è quello del Chievo.

Nelle ultime ore la Juventus è diventata la protagonista indiscussa della scena del calcio italiano, suo malgrado per una motivazione che non riguarda la sfera dei risultati e del campo: la Procura di Torino ha avviato un'indagine sulla società bianconera, finita nel mirino per il presunto reato di falso in bilancio; a tal proposito, la Guardia di Finanza ha prelevato la documentazione relativa a 42 trasferimenti di mercato operati nel corso delle ultime tre stagioni, considerati sospetti nell'ambito delle plusvalenze.

Questa inchiesta nasce dopo quella della Procura Federale che, in tandem con la Covisoc, a fine ottobre ha acceso i fari su 62 operazioni effettuate da club italiani, oltre la metà delle quali proprio dalla Juventus. E' dunque giusto chiarire come si debba ragionare su due fronti: il primo, dei reati di falso in bilancio, risponde agli articoli 2621 e 2622 del Codice Civile, il secondo rientra nel tema della giustizia sportiva e, di conseguenza, dell'ampia discrezionalità da sempre concessa ai giudici.

E' infatti difficile stabilire con dei paletti oggettivi il valore di un giocatore da iscrivere a bilancio, per questo motivo la giustizia sportiva ha quasi sempre avuto le mani legate: una vicenda simile accadde però nel 2018 e coinvolse Chievo e Cesena (i romagnoli non vennero puniti poiché, nel frattempo, erano falliti), con i veneti sanzionati dalla Corte d'Appello Federale con 3 punti di penalizzazione nella Serie A 2018/2019 per 'reiterata violazione ed elusione delle norme di prudenza e correttezza contabile', decisione poi confermata dal Collegio di Garanzia e comunque inferiore al -15 proposto in precedenza dall'impianto accusatorio.

L'articolo da tenere in stretta considerazione per casi del genere è il numero 31 del Codice di giustizia della FIGC, anche se a fare la differenza è quasi sempre il carattere discrezionale dei giudici: la violazione può essere punita con una semplice diffida (facendo riferimento al comma 1) qualora vengano fornite informazioni 'mandaci, reticenti o parziali' o nel caso di 'comportamenti comunque diretti a eludere la normativa federale in materia gestionale ed economica'; la pena - collegata al comma 2 della suddetta norma - è più grave se il reato contestato è l'ottenimento, da parte di una società, dell’iscrizione 'a una competizione cui non avrebbe potuto essere ammessa': in tale circostanza si va dai punti di penalizzazione all'esclusione dal campionato.

Maggiori dettagli, comunque, si conosceranno grazie agli sviluppi dell'inchiesta 'Prisma' della Procura torinese che indirizzerà, in un senso o nell'altro, anche il pronunciamento dei giudici sull'operato della Juventus.