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Jorginho al Sassuolo: un Torneo di Viareggio giocato in prestito dal Verona

07:55 CET 20/12/22
Jorginho Sassuolo GFX
Nel 2010, il Verona presta un Jorginho appena 18enne al Sassuolo per misurarlo col Torneo di Viareggio: fuori ai quarti contro la Juve di Immobile.

C'è un Jorginho che non tutti conoscono. Non quello diventato grande con Maurizio Sarri, e nemmeno quello campione d'Europa alla faccia di 'It's coming home'. Esiste un Jorgio d'altri tempi, che dal Brasile si ritrova in Veneto ed inizia una scalata passata per Viareggio. Viareggio? Già, Viareggio, alla romantica Coppa Carnevale, oggi più banalmente chiamata Torneo di Viareggio, che la mente del Chelsea disputa a 18 anni con la maglia del... Sassuolo.

Se sfogliate gli almanacchi a stento lo trovate, eppure Jorginho - per un paio di settimane - ha indossato la maglia neroverde. Accade nel 2010, quando il tuttofare del centrocampo è sbarbatello ed appena maggiorenne. Il suo cartellino appartiene al Verona, che nel 2007 decide di scommettere su di lui sborsando 35mila euro per assicurarselo: merito di Riccardo Prisciantelli - in quel periodo responsabile del settore giovanile dell'Hellas - e di Giovanni Galli (ex portierone ed allora direttore sportivo degli scaligeri), i quali su input dell'intermediario Alessandro De Biasi accettano la sfida dopo averlo visto all'opera col San Martino Speme.

Da Imbituba, comune di 40mila anime situato in Brasile nello stato di Santa Catarina, Jorginho plana in Veneto e scopre che lì il terreno è fertile, fertilissimo. La gavetta però è importante, se non tutto, così il percorso di crescita di Jorgio vive di una brevissima parentesi in Emilia, dove il Verona lo spedisce per farlo partecipare al Viareggio. Siamo a febbraio 2010, Jorginho è impegnato con la Berretti gialloblù ed all'improvviso fa le valigie per spostarsi di qualche centinaio di chilometri: che sarà mai, dopo che a 15 anni prendi un volo dal Sudamerica cambiando vita, Paese e continente?

"Aveva 18 anni e decisi di mandarlo in prestito al Sassuolo per il Torneo di Viareggio - le parole di Nereo Bonato, in quella stagione dg del Verona, a 'Il Roma' - Oltre ad avere doti tecniche importanti, nonostante la giovanissima età era un ragazzo molto intelligente".

"Ha sempre avuto una visione di gioco straordinaria. Sembrava gracile, ma poi ha convinto tutti - ha aggiunto poi Bonato, come riporta 'Repubblica', più tardi - Lo demmo al Sassuolo e si mise in grande evidenza. All'inizio giocava più da mezzala, ma è sempre stato molto bravo in fase di interdizione, quando si trattava di intercettare le linee di passaggio avversarie. Da allora non si è più fermato".

Imbituba-Viareggio con scalo nella città di Giulietta dunque, rigorosamente a tinte neroverdi: Jorginho si aggrega alla truppa di Paolo Mandelli, all'epoca allenatore del Sassuolo Primavera in cui tra gli altri figurano Diego Falcinelli (oggi al Modena) e Kastriot Dermaku (difensore del Lecce), prendendo parte ad uno dei più prestigiosi ed affascinanti tornei giovanili.

"Mi fece un'ottima impressione - racconterà a 'Tuttonapoli.net' - In pochi giorni era già parte integrante del gruppo, fu capace di inserirsi subito nello spogliatoio. Negli occhi gli si leggeva la sua fame e voglia di arrivare in alto. L'unico dubbio era legato al suo fisico. Era molto gracilino, ma coi piedi ci sapeva fare eccome".

"La caratteristica che mi impressionò maggiormente? Il dinamismo che aveva in mezzo al campo, la sua capacità di giocare in velocità, di far girare la palla in spazi stretti con pochissimi tocchi. Tecnicamente era ancora un po’ ibrido, non si capiva se fosse più adatto a giocare come regista o come interno. Ad esempio era molto bravo ad inserirsi senza palla. Nel mio Sassuolo lo alternai in tutti i ruoli del centrocampo a tre".

Il Sassuolo Primavera, al Viareggio 2010, viene inserito nel Girone 6 con Palermo, Pergocrema e Spartak Mosca: gli emiliani riescono a passare il turno approdando alla fase ad eliminazione diretta, inanellando due vittorie ed una sconfitta in tre partite. Di queste Jorginho ne gioca soltanto una, quella inaugurale contro il club guidato da Alessio Tacchinardi (vinta 3-1), salvo guardare i compagni da fuori contro rosanero e russi (match finiti rispettivamente 6-0 per il Palermo di Jerry Mbakogu e Karim Laribi ed 1-0 per il Sassuolo).

Con 6 punti i neroverdi i qualificano come seconda alle spalle dei siciliani e staccano il 'pass' per gli ottavi, dove Jorginho e soci trovano il Napoli di Lorenzo Insigne. Chi l'avrebbe mai detto che, quattro anni più tardi, i due sarebbero diventati compagni di squadra nel Napoli di Benitez e Sarri?

Jorgio e l'attaccante di Frattamaggiore si danno battaglia al comunale 'Pian di Giunta' di Monterotondo Marittimo (Grosseto) in un match che si protrae oltre i 90', terminati 1-1: ai rigori, lotteria che per il centrocampista si rivela agrodolce. Errore dal dischetto ma Sassuolo che vince 5-4 e vola ai quarti, eliminando il Napoli di Insigne, appunto, ma anche di Camillo Ciano (attualmente al Benevento di Fabio Cannavaro).

Il Sassuolo fa festa ed incrocia la Juve di Ciro Immobile, Iago Falque, Luca Marrone e Carlo Pinsoglio, nonchè di Alcibiade, Crivello, Fischnaller, Giandonato e Libertazzi. Un roster importante che si aggiudicherà il trofeo.

Lo scenario è quello del 'Filippo Raciti' di Quarrata, in provincia di Pistoia, dove fa un freddo assurdo e diluvia che è una meraviglia. Troppo per un brasiliano come Jorginho, che a metà ripresa abbandona la contesa stremato dalle condizioni climatiche.

"Contro la Juventus, ai quarti, fu una partita molto particolare - ricorda Mandelli - Giocammo sotto una pioggia ghiacciata, ci furono parecchi problemi perché diversi giocatori andarono in ipotermia. Uno di questi fu proprio Jorginho. Ad un certo punto scomparì dal campo perché si sentì male. Andò direttamente negli spogliatoi inseguito dal fisioterapista".

L'uscita di Jorgio è l'ultima istantanea del suo Viareggio e della breve parentesi al Sassuolo, che contro i bianconeri perde 1-0 e saluta il Torneo. Quella gara, però, a dispetto dell'epilogo certifica le potenzialità del ragazzo. A confermarlo - a 'TuttoJuve.com' - è Luciano Bruni, al timone della Juve Primavera in quel gelido pomeriggio toscano di 12 anni fa.

"Chi ha seguito il mio lavoro nel settore giovanile bianconero sa che io avevo adocchiato il suo talento già da diverso tempo. Lo segnalai ai vari Castagnini e Pessotto, perché lo ritenevo un giocatore di sicura prospettiva. Ci ritrovammo Jorginho contro al Viareggio, in un gara che ci oppose al Sassuolo. Malgrado i miei solleciti e le mie relazioni, però non se ne fece nulla. Peccato...".

Niente Signora e rientro all'Hellas, che nell'estate del 2010 fa richiudere i bagagli a Jorgio spedendolo in C2 alla Sambonifacese, stavolta dietro l'angolo. Trentuno presenze ed un goal, ulteriore fieno in cascina da sfruttare negli anni a venire e maggiore consapevolezza nei propri mezzi: merito anche di Claudio Valigi, allora tecnico della società in cui Jorginho si trova a meraviglia tanto da sfiorarvi il ritorno nell'estate del 2011 previo 'no' di Andrea Mandorlini, che decide di lanciarlo in Serie B.

Il resto è storia, con l'esplosione in prima squadra al Verona, il trasferimento al Napoli, il volo per Stamford Bridge, i trionfi col Chelsea e le chiavi della Nazionale consegnategli dal Mancio. Tutto senza dimenticare da dove si è partiti, Viareggio compreso.