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Johan Walem, il geometra belga del centrocampo che si è consacrato in Italia

09:42 CET 01/02/22
Johan Walem
Piedi buoni e gran tiro, il belga Walem ha vissuto in Italia gli anni più importanti della carriera: ha giocato per Udinese, Parma, Torino e Catania.
"Io sono un giocatore che vive per il passaggio, prima di ricevere il pallone penso già di servirlo al compagno meglio disposto" - Johan Walem a 'La Gazzetta dello Sport'

Sinistro raffinato, visione di gioco, lancio millimetrico, grandi polmoni e un tiro notevole dalla distanza. Johan Walem era il prototipo del regista di centrocampo, e sapeva dettare sapientamente i ritmi della squadra. Sebbene non particolarmente veloce, sapeva 'far correre' il pallone e non era semplice strapparglielo.

Essenziale e spesso poco appariscente, era il classico giocatore di cui ci si accorgeva quando mancava. Cresciuto nell'Anderlecht, con cui in patria vince praticamente tutto, il centrocampista belga si consacra in Italia con le maglie di Udinese, Parma, con cui vince una Supercoppa Italiana, e poi gioca anche per Torino e Catania.

In Nazionale è fra i convocati negli Europei del 2000 e disputa i Mondiali del 2002. Dopo il ritiro, arrivato all'età di 33 anni, ha intrapreso la carriera da allenatore.

VINCENTE IN PATRIA

Johan Walem nasce a Soignies, cittadina sotto i 30 mila abitanti, nel Belgio vallone, esattamente nella provincia dell'Hainaut, il 1° febbraio 1972.

Alto un metro e 74 centimetri (ma secondo alcune fonti non supera il metro e 68) per 69 chilogrammi di peso forma, le sue doti tecniche lo portano ad entrare giovanissimo, all'età di 8 anni, nel Settore giovanile del RWD Molenbeek, società dell'area metropolitana di Bruxelles che è stata sciolta nel 2002.

Ci milita per 6 anni, per poi approdare, nel 1986, nel Settore giovanile dell'Anderlecht. Nel 1991, all'età di 19 anni, è promosso nella Prima squadra dei biancomalva e inizia un percorso da calciatore professionista che lo porterà ai vertici calcistici del suo Paese.

Walem diventa subito il regista titolare della squadra più titolata del Belgio. Sempre a 19 anni il 2 ottobre 1991 debutta anche in Coppa dei Campioni contro il Grasshoppersa a Zurigo, gara che vede la squadra belga imporsi per 0-3.

A partire dal terzo anno alle buone prestazioni Johan inizia ad aggiungere qualche goal, e il centrocampista dimostra di essere anche un discreto tiratore di punizioni: 3 le reti nel 1993/94, 7 nel 1994/95, 2 e 4 negli anni successivi. L'Anderlecht a metà anni Novanta in patria detta legge e anche per Walem arrivano titoli in sequenza: 3 Scudetti consecutivi (1992/93, 1993/94 e 1994/95), una Coppa del Belgio nel 1994 e due Supercoppe nazionali (1993 e 1995).

Fra i prospetti migliori del suo Paese nel suo ruolo, dopo aver giocato in tutte le rappresentative giovanili a partire dall'Under 15, fin dal 1991, inoltre, Walem entra nel giro della Nazionale maggiore belga, facendo il suo esordio il 20 novembre 1991 nella sconfitta per 0-1 contro la Germania nelle Qualificazioni ad Euro '92.

Ci militerà fino al 2002, collezionando in tutto 36 presenze e 2 reti, fra cui una nei Mondiali 2002, gli unici disputati in carriera, nella partita vinta 3-2 contro la Russia. Walem realizza il goal che porta la sua squadra agli ottavi di finale.

Nell'edizione dei Campionati del Mondo che si disputa in Corea del Sud e Giappone, i Diavoli Rossi sono eliminati agli ottavi di finale dal Brasile (2-0) che solleverà poi il trofeo. Per il resto Walem è convocato per gli Europei del 2000 che si giocano proprio in Belgio e in Olanda, senza essere mai impiegato a causa di un infortunio alla caviglia.

L'AVVENTURA IN ITALIA E IL RITORNO IN BELGIO

Dopo aver totalizzato 17 goal in 180 presenze con l'Anderlecht, nell'estate del 1997 l'Udinese investe su di lui e versa 9 miliardi di Lire al club biancomalva per acquisire il suo cartellino. A scoprirlo e a volermo fortemente in bianconero è il Direttore generale Pietro Lo Monaco.

"In Belgio - dirà a 'La Gazzetta dello Sport' nell'agosto del 2000 - si pratica un calcio fisico, e i tipi come me sono poco apprezzati. Sapevo che le mie qualità sarebbero emerse di più in Italia e per fortuna nel 1997 Pietro Lo Monaco venne a stanarmi. Il presidente dell'Anderlecht mi aveva offerto un rinnovo di contratto in bianco, ma io rifiutai. Volevo l'Italia".

Anche con i friulani, guidati da Alberto Zaccheroni, Walem diventa presto un perno del centrocampo, il giocatore che dà equilibrio alla squadra e imbastisce tutte le manovre. Si inserisce al meglio nel gruppo e

Il 31 agosto 1997 il regista belga fa il suo esordio in Serie A con una sconfitta, Udinese-Fiorentina 2-3, ma la stagione 1997/98 resterà memorabile nella storia dell'Udinese: i ragazzi di Zaccheroni, infatti, conquistano uno storico 3° posto finale, alle spalle delle due duellanti, Juventus e Inter. La stampa lo elogia per la sua calma e la professionalità che lo contraddistingue.

Chiude il primo anno in Italia con 28 presenze e 2 goal in campionato, 4 partite in Coppa UEFA e 2 in Coppa Italia. Il primo 'goal italiano' arriva il 23 novembre 1997 contro il Brescia al Rigamonti (0-4), e sempre con i lombardi il centrocampista va a segno nel match di ritorno allo Stadio Friuli (3-1 per gli ospiti), trasformando con un tiro a giro col mancino un calcio di punizione dal limite dell'area.

"È un sogno per noi - dichiara raggiunto a fine match dai microfoni della 'Rai' -, vedremo a fine anno dove arriveremo".

E la squadra di Zaccheroni riesce a inserirsi subito alle spalle delle grandi. Il metronomo dell'Udinese non va spesso davanti alle telecamere, rilascia poche dichiarazioni e solo quando è strettamente necessario, al contrario di molti suoi colleghi.

"Sono un tipo riservato - amette in un'intervista -, non so 'vendermi', ma sento di essere ormai un giocatore maturo e ho tanta voglia di fare".

Johan ha tuttavia i muscoli fragili, e dopo essere stato escluso dai Mondiali di Francia '98, decide di operarsi agli adduttori nell'estate del 1998. Nel suo secondo anno ad Udine, caratterizzato dall'arrivo in panchina di Francesco Guidolin, fissa nuovi obiettivi.

"Una sola rete su punizione è troppo poco - afferma, sollecitato da 'La Gazzetta dello Sport' nel ritiro dei friulani -, devo arrivare a fare 5-6 goal all'anno, se non di più".

Nonostante non riesca a raggiungere questo traguardo e inizialmente parta non come prima scelta, Walem si conferma su alti livelli, con 30 presenze e 3 goal in campionato, cui si sommano 2 presenze e un goal in Coppa UEFA, 4 gare in Coppa Italia e i due match di spareggio con la Juventus che consentiranno alla squadra friulana di partecipare ancora alla Coppa UEFA (0-0 ad Udine e 1-1 a Torino con goal decisivo di Paolo Poggi).

I 4 goal complessivi del 1998/99 sono particolarmente importanti: in campionato le firme con Bologna, Cagliari e Vicenza valgono altrettante vittorie dell'Udinese, mentre nel 1° Turno di Coppa UEFA una sua punizione magistrale dalla distanza tiene a galla la squadra friulana, e fissa il punteggio sull'1-1 a Leverkusen contro i tedeschi del Bayer, che riusciranno tuttavia a qualificarsi vincendo 1-0 al Friuli.

Dopo due anni da protagonista in campo con la maglia bianconera, Walem cambia a sorpresa casacca nell'estate del 1999: l'Udinese, infatti, decide di mandarlo in prestito al Parma, che in quegli anni è una delle 'Sette sorelle' che lottano con le altre grandi squadre per conquistare i trofei.

Il centrocampista belga diventa l'indennizzo nell'ambito della vicenda Appiah: il ghanese, ceduto anch'esso ai ducali, aveva infatti contratto l'epatite. Walem, in attesa della completa guarigione di Stephan, si trasferisce a titolo temporaneo in forza ai gialloblù.

La stagione 1999/00 sarà per lui in chiaroscuro: bella, in quanto prima esperienza con una grande squadra al di fuori del suo paese, ma anche difficile, vista la concorrenza in squadra. Walem, sotto la guida di Alberto Malesani, colleziona 24 presenze senza reti in campionato, 2 apparizioni e un goal in Coppa Italia e nelle qualificazioni alla Champions League e 5 presenze in Coppa UEFA.

L'annata si apre con la vittoria per 2-1 nella Supercoppa Italiana contro il Milan, unico titolo vinto da Walem nella sua esperienza italiana, nonostante non entri in campo e debba osservare i compagni dalla panchina.

Il belga dal mancino raffinato si toglie comunque le sue soddisfazioni, entrando a suo modo nella storia del Parma quando il 9 gennaio 2000, con la squadra in 9 contro 11 e sotto di una rete contro la Juventus, lancia in contropiede Hernan Crespo, che in pieno recupero firma il bel goal dell'1-1 finale.

L'avventura in Emilia, chiusa con 33 presenze totali e 2 reti, e uno spareggio Champions perso contro l'Inter, è tuttavia solo una parentesi.

"Non si può arrivare in prestito a un grande club - commenterà successivamente ai microfoni de 'La Gazzetta dello Sport' - . Ero un po' abbandonato a me stesso. Per dire: a fine stagione nessuno mi ha comunicato che sarei ritornato in Friuli. L'ho capito da solo. In ogni caso è stata una bella esperienza".

Nel 2000/01 Walem fa ritorno infatti all'Udinese e chiude l'esperienza in Friuli aggiungendo altri 4 goal in 24 presenze e un 12° posto finale con Gigi De Canio in panchina. Nello spogliatoio Andrea Sottil, difensore dalla notevole stazza, scherza spesso con lui e lo ribattezza 'Il Nano' per la sua altezza.

Dopo aver raccolto in tutto 10 reti in 94 presenze nei suoi tre anni complessivi ad Udine, Johan fa una scelta di vita e fa ritorno in patria per giocare con un'altra big del Belgio, lo Standard Liegi.

Con 'I Rossi' il regista resta due stagioni, che vedono la squadra raccogliere un 5° e un 7° posto nel campionato belga, e totalizza 69 presenze e 7 reti, nonostante l'età ne riduca il dinamismo in campo. Ma l'Italia gli è rimasta nel cuore: così nel 2003 torna nella penisola dove scegliere di chiudere la carriera in Serie B.

Milita un anno nel Torino di Ezio Rossi, che dopo la retrocessione dell'anno precedente, ottiene un 12° posto finale nel torneo cadetto (22 presenze e 2 goal il bilancio del belga), e un anno con i siciliani del Catania, realtà emergente del calcio italiano, con cui si piazza nuovamente 12° e colleziona 17 gare senza andare a segno.

All'ombra dell'Etna regala gli ultimi sprazzi di una classe talvolta poco considerata, e nel 2005, a soli 33 anni decide di dire basta e si ritira.

LA CARRIERA DA ALLENATORE

Smessi i panni del calciatore, Walem inizia a lavorare per la televisione belga, con cui commenta nei panni di opinionista il massimo campionato nazionale belga.

Ma uno come lui non riesce a stare troppo lontano dal campo: studia da allenatore e nel 2008 inizia il suo percorso alla guida della Primavera dell'Anderlecht, la squadra con cui si era consacrato. L'incarico con i biancomalva dura quattro anni, poi è nuovamente forte il richiamo dell'Italia e Walem entra a far parte dello staff tecnico dell'Udinese.

Nel club friulano l'ex regista fa un anno da allenatore degli Allievi Nazionali e un secondo da tecnico della Primavera. Ma il 14 febbraio 2012 la Federcalcio belga lo nomina Ct. de Belgio Under 21, in sostituzione di Francky Dury.

Mantiene l'incarico per oltre tre anni, fino al 23 maggio 2015. Il 29 maggio fa esperienza con una squadra di club, il Kortrijk. Sottoscrive un biennale ma nell'agosto 2016, dopo le dimissioni di Enzo Scifo, è già nuovamente alla guida dell'Under 21 dei Diavoli Rossi, con cui nel 2019 partecipa in Italia alla fase finale degli Europei di categoria, venendo eliminato al Primo turno.

Lascia la panchina del Belgio Under 21 nel gennaio del 2020, per accettare l'incarico di Commissario tecnico di Cipro, ruolo che lo impegna nell'anno segnato in tutto il Mondo dalla pandemia da Covid 19. Nel 2021 arriva la svolta professionale a sorpresa: la scorsa estate infatti Walem è passato al calcio femminile, e attualmente guida la formazione femminile dell'Anderlecht.

Giocatore che per il suo carattere mite e le sue qualità in campo si faceva voler bene da tifosi e compagni di squadra, in Italia il belga è ricordato ancora oggi con affetto in tutte le piazze che lo hanno visto protagonista.