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Serie A

Il Milan si butta via contro la Roma: gli innesti dalla panchina tradiscono Pioli

07:58 CET 09/01/23
Pioli
I rossoneri si fanno rimontare dalla Roma nel finale, ma a fare discutere sono i cambi di Pioli e il passaggio a tre in difesa.

E' una notte piena zeppa di rimpianti quella di San Siro. Una notte che ha visto il Milan buttarsi letteralmente via contro la Roma, nella coda finale di un match letteralmente dominato per larghi, larghissimi tratti.

Avanti 2-0 grazie alle reti di Kalulu e Pobega, i rossoneri erano stati in grado di gestire la gara - sino a quel punto - senza grossi scossoni, dettando i ritmi delle operazioni senza mai concedere evidenti opportunità alla truppa giallorossa, priva di José Mourinho, ancora out per squalifica.

All'imbocco del quarto d'ora finale, però, qualcosa si è inceppato sul fronte meneghino e a finire sotto la lente d'ingrandimento sono i cambi operati da Stefano Pioli nel segmento conclusivo di partita.

Se nel caso di Pobega possiamo parlare di mossa più che azzeccata - con il centrocampista ex Torino in goal appena sette giri d'orologio dopo il suo ingresso - lo stesso non si può di certo dire se ci riferiamo ai successivi innesti.

Prima del raddoppio, precisamente al 74', aveva fatto il suo ingresso sul terreno di gioco Aster Vranckx, chiamato a rilevare l'ottimo Bennacer. Poi, all'85', Pioli ha messo mano all'assetto tattico dei Campioni d'Italia richiamando in panchina sia Saelemaekers che Giroud per concedere minutaggio a Matteo Gabbia e Charles De Ketelaere.

Contromisure che hanno visto il Milan proiettarsi negli ultimi scampoli di partita con il passaggio alla difesa a 3, già ripetutamente testata nel ritiro invernale di Dubai. A conti fatti, la più tremenda delle sliding-door.

A tre dal novantesimo, il Diavolo si è fatto infilare sugli sviluppi di palla inattiva con il calcio d'angolo pennellato dalla destra da Pellegrini nel cuore dell'area per il blitz vincente di Ibanez che ha aperto le prime crepe nel muro a tinte rossonere.

Il primo pesante scricchiolio di una serata fino a quel momento senza macchie, tramutatasi poi in incubo allo scoccare del terzo minuto di recupero oltre il novantesimo: calcio di punizione per la Roma, provocato proprio da Vranckx e disegnato nuovamente da Pellegrini, miracolo di Tatarusanu sul colpo di testa di Matic - dimenticato da De Ketelaere - prima della zampata risolutrice di Abraham per il defintivo 2-2. Il gelo su San Siro.

Il Milan sciupa una clamorosa occasione per riportarsi a -5 dalla capolista Napoli proprio all'imbocco della settimana che conduce verso il big match che vedrà gli azzurri opposti alla Juventus. E invece no. Il Diavolo si complica la vita e dopo pochi giorni si ritrova nuovamente a -7 dalla vetta, per giunta agganciato in classifica anche dalla Vecchia Signora.

Nel post partita, ai microfoni di 'Sky', Pioli non ha nascosto tutto il suo rammarico:

"L’obiettivo era diverso e non aver vinto una partita giocata così bene ci dispiace. Abbiamo preso 2 goal su calci piazzati e non possiamo concedere queste cose. Siamo delusi, avevamo giocato bene e meritavamo di vincere.

Purtroppo ci siamo incasinati la vita da soli. Cosa dirò alla squadra? Dirò che dobbiamo continuare a giocare così ma che le partite finiscono al 95’ e che serve più attenzione".

Nessun rimpianto, invece, sui cambi effettuati negli ultimi venti minuti di gara:

"Ho messo Gabbia, Vranckx, Pobega anche per aumentare i centimetri. Chiaro che l'obiettivo era diverso. È un peccato non aver vinto una partita giocata così bene".

Una doccia fredda che macchia una settimana inaugurata dal bel successo in quel di Salerno, anche se di tempo per rimuginare non ce n'è affatto: mercoledì a San Siro arriverà il Torino per gli ottavi di finale di Coppa Italia in gara secca. Morale della favola? Altre distrazioni sono assolutamente vietate.