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Ibrahimovic e i contatti con il Napoli: "Era tutto fatto, ma poi De Laurentiis esonerò Ancelotti"

08:12 CET 01/12/21
Zlatan Ibrahimovic AC Milan vs Inter Serie A 2021-22
Lo svedese parla del suo rapporto conflittuale con alcuni allenatori, mandando una frecciatina ad Allegri: "Ha fatto la scelta più comoda".

Zlatan Ibrahimovic si racconta ancora una volta. L'attaccante svedese, in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha ripercorso alcuni momenti salienti della sua carriera.

Tra questi spiccano soprattutto i rapporti non propriamente pacifici avuti con alcuni allenatori e calciatori che Ibra ha incontrato nel corso della sua carriera.

L'attaccante ha svelato ad esempio un retroscena vissuto ai tempi del Milan, quando sulla panchina rossonera sedeva Massimiliano Allegri.

"Avevamo perso 3-0 con l'Arsenal e lui era tutto contento. È vero che avevamo passato il turno, ma non c'era nulla da ridere e gliel'ho fatto notare. "Tu Ibra pensa a te, che hai fatto ca**re". Gli risposti che aveva fatto ca**re lui.
Allegri è bravissimo a gestire lo spogliatoio, ma doveva avere più coraggio: andare al Real Madrid, misurarsi con l'estero. Invece ha fatto la scelta comoda."

Un rapporto non idilliaco nemmeno con Pep Guardiola ai tempi del Barcellona.

"Non mi ha mai capito. Voleva programmare tutto quello che dovevo fare. Guarsiola non ama il giocatori di personalità. Ero diventato un problema e siccome non riusciva a risolvero, l'ho risolto io andandomene".

In campo invece, Zlatan è tornato sulle tensioni avute nei derby con Marco Materazzi e Romelu Lukaku.

"Con Materazzi avevo un conto aperto da anni. L'ho saldato in un derby. Entra a piedi levati, lo salto, lo evito e lo colpisco con una gomitata alla tempia. Pippo Inzaghi commentò "Il più bel derby della mia vita: 1 a 0, goal di Ibra, Materazzi in ospedale. Ovviamente stava scherzando".
Con Lukaku, lui prima litiga con Romagnoli e poi con Saelemaekers. Io intervengo per difendere i compagni e lui mi attacca sul piano personale. Da restare choccati, eppure eravamo stati compagni al Manchester United".

Un carattere figlio di un'infanzia non facile, con la costante sensazione di essere diverso raccontata dallo stesso Ibrahimovic.

"Appena nato, l’infermiera mi ha fatto cadere da un metro d’altezza. Io ho sofferto per tutta la vita. A scuola ero diverso: gli altri erano biondi con gli occhi chiari e il naso sottile, io scuro, bruno, con il naso grande. Parlavo in modo diverso da loro, mi muovevo in modo diverso da loro.
I genitori dei miei compagni fecero una petizione per cacciarmi dalla squadra. Sono sempre stato odiato. Poi ho imparato a trasformare la sofferenza e l’odio in forza".

Lo svedese ha poi fatto luce su un retroscena di mercato ai tempi in cui era ai Los Angeles Galaxy.

"Ero stanco dell’America. Pensavo di smettere. Mino mi disse: sei matto, tu devi tornare in Italia. Con il Napoli era fatta; ma poi De Laurentiis cacciò Ancelotti.
Allora chiesi a Mino: qual è la squadra messa peggio, che io posso cambiare? Rispose: ieri il Milan ha perso 5 a 0 a Bergamo. Allora è deciso, dissi: andiamo al Milan. È un club che conosco, una città che mi piace".

Sul futuro le idee di Ibra sono meno chiare del previsto, anche su un eventuale proseguimento come allenatore.

"Non lo so, è così stressante... Farò qualcosa capace di darmi adrenalina. Ma finché reggo faccio il centravanti".