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Serie A

Ibrahimovic esalta Rafael Leao: "Nemmeno lui sa quanto è forte"

07:38 CET 13/12/22
Leao Ibrahimovic
Lo svedese, ai box dallo scorso 22 maggio, è pronto ad aspettare il proprio momento: "Non ho più l'ego di dieci anni fa, mi metto a disposizione".

Lavori in corso in casa Milan per preparare la ripresa del campionato di Serie A che vedrà i rossoneri impegnati il prossimo 4 gennaio all'Arechi contro la Salernitana.

Da Dubai, ha parlato Zlatan Ibrahimovic - out dallo scorso 22 maggio - e inserito da Stefano Pioli nella lista dei convocati per il mini ritiro invernale che farà da prologo alla seconda parte di stagione.

Per lo svedese si tratta della prima vera presa di contatto sul campo con il gruppo, in seguito all'operazione al ginocchio che l'ha tenuto ai box per circa 6 mesi.

"Sto bene, miglioro giorno dopo giorno, seguo il protocollo che ci siamo dati. - La spiegazione dello svedese riportata da 'La Gazzetta dello Sport' - Al Milan manca Ibra ma è vero anche il contrario: a Ibra manca il Milan.
Da fuori non è la stessa cosa: sono vicino alla squadra nelle motivazioni, nella responsabilità, nelle pressioni. Vivo la gara con adrenalina, ma resto abituato a stare in campo".

Il 2023 vedrà il Milan impegnato su tre fronti: campionato, Coppa Italia e Champions League, oltre alla Supercoppa italiana da contendere all'Inter. Scenari nei quali Ibra spera di tornare ad incidere, ma soltanto nelle giuste condizioni:

"Non c’è un calendario stabilito per il rientro. Fosse per la voglia, sarei stato titolare alla prima di campionato. Ma non ragiono più così: quando sarà pronto, giocherò.
Non posso andare in campo solo perché mi chiamo Ibrahimovic e magari passare una partita a camminare. Se ci sono, devo incidere: altrimenti meglio panchina o tribuna".

A 41 anni si può tranquillamente parlare di un 'nuovo' Ibrahimovic:

"Non ho più l’ego di dieci anni fa. Oggi sono diverso, più maturo, più responsabile: mi metto a disposizione dei più giovani e dell’allenatore. Non penso più di poter fare tutto da solo: rispetto ogni scelta, anche se non mi dovesse premiare".

Nonostante la carta d'identità, la voglia di continuare ad incidere è la stessa di sempre:

"Sento ancora l’adrenalina, l’emozione del pubblico, l’odore del campo. Mi sento vivo. Ho scelto di operarmi non solo per poter andare avanti a giocare ma anche per stare bene: negli ultimi sei mesi della scorsa stagione ho sofferto tantissimo, in silenzio. Non volevo dirlo per non portare negatività sulla squadra".

Gli obiettivi del Diavolo alle porte della seconda parte di stagione:

"Campionato, Coppa Italia, Supercoppa, Champions: vogliamo tutto. Mollare un obiettivo, significa mollarli tutti. E la nostra mentalità non è più questa".

La Champions League, trofeo che ancora gli manca, non è un sogno, ma un obiettivo:

"Non ho sogni, solo obiettivi. Tutto è possibile, il calcio lo insegna. Accadono cose che mai ti saresti aspettato. Guardate il Marocco ai Mondiali. Il Milan ha un collettivo molto, molto forte. La nostra forza è il gruppo. Ci crediamo, lavoriamo per questo: siamo più maturi, più consapevoli, abbiamo più giocatori che oggi possono fare la differenza".

Per la corsa allo Scudetto, con i rossoneri chiamati a difendere il trono tricolore, lo svedese si aspetta una concorrenza agguerrita.

"Al momento siamo secondi. Il Napoli è forte, Kvaratskhelia il giocatore che più mi ha impressionato. Ma anche la Juve sta rientrando e l’Inter è in corsa. Noi però ci siamo. In più questo è un anno troppo particolare con la sosta invernale e il Mondiale giocato in mezzo: sarà un campionato più di condizione e meno di qualità".

A distanza di due anni dal suo ritorno a Milano, i rossoneri si sono letteralmente trasformati:

"Il mio primo giorno del gennaio 2020 era tutto diverso. Non mi sembrava una squadra che voleva ambire allo Scudetto. Oggi ha fame, voglia, spirito di sacrificio. E un obiettivo: vincere. Allora c’erano tanti singoli, ora c’è un gruppo. E Pioli è stato bravissimo".

Ai Mondiali sta brillando la stella di Olivier Giroud che con i suoi goal ha trascinato la Francia in semifinale:

"Olivier è un grande, è fondamentale per noi. È stato importantissimo l’anno scorso, quando io non c’ero, ed è decisivo anche quest’anno. E come gli riesce bene con il Milan, lo stesso succede con la Francia. È una persona fantastica, seria, elegante. E un professionista eccellente".

E a proposito di compagni di squadra, tiene costantemente banco in casa Milan il futuro di Rafael Leao:

"Il Milan è l’ambiente giusto per lui. Basta osservare la sua crescita: quando è arrivato era lontano dal giocatore determinante che è oggi. Qui è importantissimo per noi, altrove dovrebbe ripartire da zero. Al Milan ha fiducia, spazio e libertà, cosa che in un altro club non è scontata: dipende da te. E poi si vede che qui è felice: ormai ride ancora prima di segnare".

Secondo Ibrahimovic, i margini dell'attaccante lusitano sono tutt'ora inesplorati.

"È il giovane che più di tutti è cresciuto. Theo è migliorato tantissimo, De Ketelaere è forte e serve pazienza. Ma Leao è di un altro livello, sopra la media. Gli manca uno step: lo farà solo quando si convincerà pienamente delle sue capacità. Oggi nemmeno lui sa davvero quanto è forte. Allora farà davvero paura. E il prezzo salirà...".