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Eto'o e la contesa con la Sampdoria: 'colpa' dell'ex baby prodigio Olinga

10:15 CET 22/12/21
Eto'o Olinga
Samuel Eto'o fece causa alla Sampdoria nel 2016: oggetto della contesa Fabrice Olinga, ex grande talento poi mai sbocciato.

Dici Samuel Eto'o è la prima parola che balza alla mente è 'vittoria': unico giocatore a realizzare due 'Triplete' consecutivi con due squadre diverse, il camerunense ha da poco tempo appeso gli scarpini al chiodo mettendo fine ad una carriera che in molti suoi colleghi vorrebbero avere, compreso Fabrice Olinga.

I più attenti sapranno sicuramente che questo ragazzo di 24 anni (compiuti oggi, auguri!), in passato era una grande promessa del calcio e veniva paragonato proprio all'illustre connazionale per una serie di analogie che ora andremo ad affrontare, oltre che per una vicenda giudiziaria che coinvolse anche la Sampdoria.

Olinga cresce calcisticamente nella 'Samuel Eto'o Fondation' e già questo dettaglio basta a capire quanto forte sia il legame con l'ex bomber, da sempre attento alle dinamiche del suo Paese d'origine, il Camerun. A 13 anni ecco il trasferimento in Europa al Maiorca, guarda caso proprio il club che fece conoscere Eto'o al grande pubblico: altro aspetto in comune, 'interrotto' nel 2012 con il passaggio al Malaga.

Olinga ha soltanto 16 anni e 98 giorni quando debutta subentrando al 58' durante la trasferta sul campo del Celta Vigo: gli bastano 26 minuti per timbrare il cartellino con il goal che vale la vittoria, il più giovane di sempre in Liga (record ancora esistente). Un esordio da predestinato che non fa altro che accelerare quelle aspettative su un futuro da campione che però finiscono per sopraffare il giovanissimo attaccante: quello resta l'unico goal in Andalusia, lasciata nel 2014 per volare in Cipro all'Apollon Limassol, scelta che col senno di poi avrebbe fatto meglio ad evitare. Oggi, dopo sei stagione al Mouscron, ha firmato con i portoghesi del Rio Ave.

Nemmeno i prestiti allo Zulte Waregem e al Viitorul Costanza si rivelano benefici, ed è a questo punto che in suo soccorso giunge Eto'o, acquistato a gennaio 2015 dalla Sampdoria di Massimo Ferrero che riesce a convincerlo con una promessa di mercato: il tesseramento di Olinga (per cui rinuncia a 400mila euro di stipendio nel tentativo di agevolare l'operazione), che però in quel momento non è possibile a causa dell'assenza di slot per gli extracomunitari.

Il club blucerchiato si accorda con i belgi del Mouscron che in estate lo acquistano, mantenendo al contempo un rapporto privilegiato con la Sampdoria che continua a monitorare i progressi del ragazzo. Olinga, però, a Genova non arriverà mai.

Nel frattempo Eto'o ha lasciato la Sampdoria dopo pochi mesi e l'addio del suo idolo si rivela una 'disgrazia' per Olinga, abbandonato al suo destino in Belgio dove gioca tutt'ora: promessa non mantenuta insomma, con Ferrero che finisce improvvisamente sotto attacco.

Il fuoco nemico è quello di Eto'o che nell'aprile 2016 cita in giudizio la Sampdoria, ricordando alla dirigenza ligure l'accordo preso in precedenza e mai portato a termine.

"Per me la galanteria non ha prezzo, nella mia carriera ho sempre cercato di essere un galantuomo. Quando bisogna dire no, va detto. L'unica cosa che chiedo è che Ferrero e Romei rispettino semplicemente le belle parole che mi scrivono. Io credo in Ferrero, ma voglio che episodi del genere non si ripetano in futuro".

Fatto sta che di Olinga alla Sampdoria non c'è traccia e quel trasferimento al Mouscron, che doveva essere solamente 'temporaneo', è diventato a lungo termine. Un vero peccato per il ragazzo a cui piace mettere a segno record di precocità, come quello della rete più giovane realizzata con la maglia del Camerun: almeno sotto questo aspetto può affermare di aver fatto meglio del suo padrino calcistico, che per lui desiderava tutt'altro avvenire. Magari sulla scia delle sue imprese che, da qui ai prossimi anni, rimarranno uniche.