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Premier League

Dai primi titoli al feeling mai nato con Mourinho: gli anni di Darmian al Manchester United

09:09 CET 02/12/21
Darmian Manchester United
Acquistato nel 2015, all'esordio in Premier è stato nominato immediatamente 'man of the match'. Poi finito ai margini del progetto Mou.

Da ormai più di due anni è tornato a recitare un ruolo da protagonista sul palcoscenico italiano e nella passata stagione è riuscito nell'impresa di vincere il suo primo Scudetto con la maglia dell'Inter.  

Di chi stiamo parlando? Ovviamente di Matteo Darmian, precisa richiesta di Antonio Conte nel suo secondo e ultimo campionato alla guida della truppa meneghina. Il tecnico leccese ha avuto il merito di fare del laterale classe 1989 un elemento funzionale e di grande affidabilità all'interno dell'impianto tattico rivelatosi poi cavallo vincente nella corsa al tricolore.  

Darmian, infatti, prima di sposare la causa interista veniva da una stagione globalmente positiva con il Parma, quella del suo ritorno nel Belpaese dopo i quattro anni vissuti in Premier League con la maglia del Manchester United.  

Il nastro va riavvolto all'estate del 2015 quando l'esterno nativo di Legnano ha appena concluso l'annata migliore della sua carriera con la casacca del Torino: recordman di presenze con 47 gettoni complessivi, nono posto finale in Serie A, goal decisivo nel Derby vinto contro la Juve - e che il Toro non vinceva da vent'anni - oltre allo storico traguardo degli ottavi di finale di Europa League, raggiunti dopo aver fatto fuori l'Athletic Bilbao ai sedicesimi grazie al suo diagonale decisivo al San Mames.  

Materiale più che sufficiente per convincere lo stato maggiore dei Red Devils a scucire una ventina di milioni di euro (comprensivi di bonus) per sciogliere la resistenza di Urbano Cairo e portare il giocatore all'ombra dell'Old Trafford.  

Il suo arrivo in quel di Manchester si concretizza su decisa spinta da parte del tecnico olandese Louis van Gaal, che su di lui punta fortissimo e lo schiera quarto di destra nel suo 4-2-3-1. Dal punto di vista personale il calciatore cresciuto nel vivaio del Milan impressiona sin da subito in termini di approccio al calcio inglese. 

Nella sua gara d’esordio in Premier contro il Tottenham viene nominato ‘Man of the Match’ dal pubblico mancuniano, nonché miglior giocatore del mese d'agosto, dimostrando di avere tutte le carte in regola per potere competere in quello che dai più viene riconosciuto come il miglior campionato del mondo, agli ordini di uno dei club di maggior blasone ma senza dubbio alle prese con uno dei periodi più complicati della sua storia recente.   

Le 39 presenze ufficiali al primo anno, tuttavia, non basteranno a dare la netta sterzata ad una stagione piuttosto avara in termini di gioie: i Red Devils chiudono al quinto posto in campionato, vengono estromessi alla fase a gironi di Champions League e si rifanno solo parzialmente con la vittoria in FA Cup, primo trofeo della sua carriera sollevato al cospetto del Crystal Palace. Lo stesso avversario contro cui un mese prima aveva segnato quello che rimarrà il suo unico goal ufficiale con la maglia del Manchester.

Il bilancio di squadra, però, è qualcosa di estremamente vicino ad un fallimento sportivo e a fine stagione a pagare dazio è proprio quel van Gaal che lo aveva esplicitamente richiesto meno di un anno prima.

“Un maniaco delle regole. Fu lui a volermi allo United. Uno dei primi giorni a Manchester mi prese da parte e mi disse 'tu sei qui grazie a me. Hai la mia fiducia, ti giocherai il posto con Valencia, sappi che per me il nome non conta'. Così fu”, ha dichiarato l'attuale calciatore dell'Inter a 'La Gazzetta dello Sport'.

Ed invece la musica cambia. Alla guida del club arriva José Mourinho ed è proprio l’avvento dello Special One a piazzare i primi ostacoli lungo il percorso in terra britannica di Darmian. Uno di questi è proprio quell'Antonio Valencia che l’allenatore di Setubal gli preferisce spesso e volentieri sulla corsia di destra, costringendo l’italiano ad un impegno decisamente ridotto e dirottato sul versante opposto della difesa a quattro. Da titolare scala a rincalzo ma a fine anno riesce comunque a mettere le mani su altri due trofei: l’Europa League vinta da titolare contro l'Ajax e la Football League Cup - attuale Carabao Cup - assistendo da spettatore al successo dei compagni contro il Southampton.

Quando una cosa va male, però, è destinata ad andare peggio. E all'alba del terzo anno in Inghilterra sparisce progressivamente dai radar del coach lusitano: gioca appena otto partite in Premier e viene impiegato solo tre volte in Champions. La separazione è ormai inevitabile e le parole di Mourinho nell’estate del 2018 confermano un rapporto ormai vicino alla chiusura: 

"Matteo vuole andare via e credo che quando capita così è giusto che, con una giusta offerta, lo si accontenti. E' giusto che segua il suo istinto. Le proposte ricevute finora per lui, però, non sono vicine all'essere accettate. Pertanto Matteo partirà soltanto se l'offerta sarà congrua, altrimenti con noi può avere un ruolo importante", le parole di Mou riportate da ‘calciomercato.com’. 

Di offerte congrue, però, manco l’ombra e la difficile convivenza si protrae ancora per una manciata di mesi. Nel frattempo Darmian si presenta puntualmente al raduno di Carrington e parte con la squadra per la tournée negli States dove si rende protagonista di un episodio decisamente curioso durante l'amichevole giocata contro i San Josè Earthquakes in California quando, calciando con potenza la sfera, finisce per colpire ed uccidere un piccione.

Poi iniziano gli impegni ufficiali e le sue chance si riducono al lumicino. L’esonero di Mourinho a dicembre – rimpiazzato da Solskjaer – non muta di una virgola il suo status da comprimario e la stagione 2018-2019 è quella che porta ai titoli di coda: gioca la miseria di sette partite ufficiali, meno della metà di quelle disputate la stagione precedente. Cala il sipario.

Il mercato estivo rappresenta il più invitante dei pretesti per dirsi addio. Definitivamente. Dopo essere stato pagato 20 milioni di euro soltanto quattro anni prima, Darmian saluta l’Inghilterra dopo 92 presenze, 1 goal e 3 titoli, completando il suo ritorno in Serie A con il Parma che lo acquista a titolo definitivo.

In Emilia rimarrà soltanto una stagione prima dello sbarco alla corte dell'Inter. Il posto giusto al momento giusto. Dove tornare a sentirsi importante e, soprattutto, dove tornare a vincere da protagonista. Detto e, prontamente, fatto.

 

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