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Qualificazioni Mondiali

Dai supplementari con l'Italia al crollo: Austria a rischio partecipazione al Mondiale

16:20 CEST 08/09/21
Martin Hinteregger Austria Euro 2020
Solo 7 punti raccolti in 6 partite verso Qatar 2022: dopo la sconfitta con la Scozia la furia di Arnautovic coi tifosi. Foda rischia l'esonero.

Ci è mancato poco. Pochissimo. Una questione di centimetri, letteralmente. Le sliding doors del Var avevano strizzato l’occhio all’Italia negli ottavi di finale di Euro 2020 , condannando invece l’Austria. L’esultanza di Arnautovic resa vana da un piede in offside, il check per una spinta su Lainer che poteva ravvisare un rigore e invece è diventato anche in quel caso un fuorigioco. Poi, il goal di Chiesa, la liberazione, il raddoppio di Pessina. Il resto è storia.

Era la sera del 26 giugno. Gli azzurri si lanciavano verso la vittoria finale. L’Austria, invece, salutava la manifestazione con onore, dopo essersela giocata alla pari con chi si è poi rivelato essere più forte di tutti. Sembrava un punto di partenza per la nazionale alpina. Invece si è rivelato tutt’altro. Il vertice di una parabola che sta portando la squadra di Franco Foda sempre più in basso.

La qualificazione per Qatar 2022 sembra già essere compromessa. Dopo 6 giornate, l’Austria ha raccolto solo 7 punti ed è al quarto posto nel gruppo F, dominato dalla Danimarca a punteggio pieno (tutte vittorie, 18 punti su 18). David Alaba e compagni sono finiti persino dietro alla Scozia e a Israele, con cui hanno perso due scontri diretti nell’ultima settimana.

Lo scorso marzo la sconfitta interna per 0-4 contro i danesi aveva lasciato intravedere segnali di un possibile cedimento, specialmente perché il CT Foda non è mai stato particolarmente apprezzato dall’opinione pubblica e dai tifosi. Il suo calcio ritenuto troppo difensivo non ha mai convinto, anche se i risultati stavano dalla sua parte: qualificazione all’Europeo in carrozza, promozione nella fascia più alta della Nations League dopo aver vinto il Gruppo 1 della Lega B. La squadra lasciava un senso di incompiutezza.

L’Europeo, comunque, sembrava aver spazzato dei dubbi sulla gestione del manager tedesco di origini italiane, ex difensore tra le altre di Bayer Leverkusen, Kaiserslautern e Stoccarda. Risultati importanti, persino la prima vittoria nella storia della nazionale agli Europei. Qualificazione come seconda dietro l’Olanda. Un quasi quarto di finale. L’ultima settimana però ha devastato quanto di buono era stato costruito.

A fine agosto la nazionale si è ritrovata senza due elementi fondamentali come Marcel Sabitzer e Xaver Schlager, fuori per infortunio, al pari di Stefan Lainer. Il 4 settembre è arrivata una scioccante sconfitta per 5-2 contro Israele, una diretta concorrente per il secondo posto valido per un posto nei playoff. Dopo 33 minuti, Arnautovic e compagni si sono trovati sotto 3-0. Poi il tentativo di rimonta è stato vanificato. Una vera e propria umiliazione in uno scontro diretto con in palio punti estremamente pesanti.

La sfida con la Scozia di ieri sera doveva essere il punto di svolta. In casa, all’Ernst Happel Stadion di Vienna, con il proprio pubblico. È andata come peggio non poteva. Sconfitta per 0-1 con un rigore segnato da Dykes nel primo tempo, poi goffi tentativi di arrivare al pareggio a suon di cross poco logici, facilmente gestibili dalla difesa. E alla fine, tifosi in protesta con cartelli che recavano la scritta “Foda raus”, facilmente traducibile con “Via Foda”, “Foda out”.

A provare a calmarli è stato Marko Arnautovic, che ha provato ad essere conciliante con la curva, con risultati poco soddisfacenti. Avre anche chiesto ai tifosi se pensavano davvero che la squadra avesse perso volontariamente, prima di scagliare gli scarpini nella folla.

“Non volevano i miei autografi, erano infastiditi. I tifosi non venivano allo stadio da tempo. La mia prestazione non è stata all’altezza”.

A rincarare la dose Stefan Ilsanker, che nel post partita ha candidamente ammesso di non aver capito il motivo della sua sostituzione, e altri giocatori che hanno criticato il piano gara, compreso il capitano e simbolo David Alaba.

“Quando l’onda del populismo terminerà, avremo tempo di analizzare cosa è andato bene e cosa no - ha dichiarato Foda alla ORF, la tv austriaca - Le chiacchiere sul futuro non le posso influenzare, devo concentrarmi su ciò che posso fare”

La contemporanea vittoria della Danimarca su Israele (5-0 da brivido) ha lasciato la selezione austriaca in condizione di poter ancora correre verso un posto al playoff: qualora dovesse vincere tutte le prossime 4 partite, sperando in un passo falso delle concorrenti, arriverebbe al secondo posto. Le prime risposte, però, dovrà darle la federazione: con l’elezione del nuovo presidente alle porte, verrà presa una decisione su Foda. Da quel 26 giugno son passati solo due mesi e mezzo, ma per il calcio austriaco non è mai sembrato così lontano.