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Cantona e il colpo da Kung Fu al tifoso del Crystal Palace sotto gli occhi di Moratti

08:30 CET 25/01/23
GFX Cantona
Il 25 gennaio 1995 Cantona si scaglia su un tifoso avversario con un calcio da Kung Fu: prende 8 mesi di squalifica, ma diventa una leggenda.

25 maggio 1995. Non una data qualunque, nella storia della Premier League inglese, ancor di più nella carriera di Eric Cantona. Quanto accade quel pomeriggio al Sellhurst Park di Londra ha infatti dell'incredibile e rischia seriamente di compromettere la carriera ad alti livelli dell'attaccante francese del Manchester United. Invece, nonostante le gravi conseguenze a livello disciplinare per il calciatore, paradossalmente finirà per consegnarlo alla leggenda.

LA PREMESSA

Eric Cantona, dopo il debutto vincente in Premier League con il Leeds United nella stagione 1991/92, nel novembre del 1992 era approdato alla corte di Alex Ferguson, quando Dion Dublin, l'attaccante inizialmente scelto dai manager scozzese, si infortuna gravemente, rompendosi una gamba nella seconda partita disputata.

Nella prima stagione il rendimento del francese ricalca quello avuto con i Peacocks, con 9 goal in 23 presenze totali, ma progressivamente il giocatore marsigliese, in virtù della sua classe e delle sue doti temperamentali, diventa il leader dei rossoneri, che ambiscono a riscrivere le gerarchie del calcio inglese e dopo il Charity Shield alla fine si aggiudicano anche la loro prima Premier.

Il 1993/94 è l'anno della consacrazione ad alti livelli, il migliore in assoluto della carriera di Cantona: nonostante le 4 espulsioni ricevute denotino una certa irrequietezza del ventisettenne, quest'ultimo è il leader tecnico del gruppo che conquista lo storico 'Double', vincendo il secondo campionato consecutivo più l'F.A. Cup, oltre al terzo Charity Shield della carriera (il primo se l'era aggiudicato ai tempi di Leeds).

Segna 18 goal, suo massimo bottino realizzativo in Premier, più altri 9 nelle Coppe, e viene nominato 'Calciatore dell'anno', piazzandosi inoltre al 3° posto nella classifica del Pallone d'Oro 1994, alle spalle di Roberto Baggio e Dennis Bergkamp. Logico che tutti i pronostici diano per favoriti i Red Devils anche nel successivo campionato 1994/95. Il torneo, tuttavia, si rivela ben più complicato del previsto per i campioni in carica.

All'inizio è il Newcastle United di Kevin Keegan, trascinato in campo dai dai goal di Andy Cole, a prendere la vetta della classifica. A fine ottobre alle spalle dei Magpies si forma un terzetto di inseguitori, il Manchester United, che supera i bianconeri nello scontro diretto, e due squadre rivelazione: il Blackburn Rovers, guidato in panchina dall'ex leggenda del Liverpool Kenny Danglish e in campo da un tandem di belle speranze, composto da Chris Sutton e dal giovane centravanti inglese Alan Shearer, e il Notthingam Forest di Frank Clark, neopromosso in Premier, con il bomber Stuart Collymore,  Stuart Pearce e l'ex foggiano Bryan Roy.

La lotta nei primi mesi della stagione è serrata, ma a fine anno c'è un calo di Newcastle e Forest e il Blackburn ne approfitta per portarsi in vetta alla classifica, tallonato dai Red Devils, che non mollano ma non riescono a sopravanzare i Rovers. Si arriva così a gennaio, quando l'inizio del girone di ritorno propone gli scontri diretti. Lo United pareggia con il Newcastle e batte di misura, in una gara molto tirata, il Blackburn, proprio grazie ad una rete della sua stella, Cantona, ribadendo la superiorità dopo il 4-2 dell'andata ad Ewood Park.

Ciononostante resta dietro ai Rovers in graduatoria (vittorioso nel turno precedente contro il Notthingham Forest per 3-0) e fra le sue fila inizia a serpeggiare un certo nervosismo. Ad aumentare la tensione in casa United ci si mette anche il calciomercato: il futuro presidente dell'Inter, Massimo Moratti, vuole infatti portare in Italia, per la stagione seguente, il capitano dei Red Devils, Paul Ince, e il geniale Cantona.

Con questo clima si arriva al 25 gennaio 1995, con il Manchester United nel ruolo di principale inseguitore e impegnato fuori casa contro il Crystal Palace per la 26ª giornata.

I FATTI

Fra gli oltre 18 mila spettatori sugli spalti dello Stadio londinese di Selhurst Park c'è anche Moratti con i suoi figli: l'imprenditore milanese, ancor prima che venga ufficializzato il suo acquisto della società nerazzurra, intende raggiungere un accordo con i due campioni dello United per la stagione successiva. 

Sotto gli occhi di Moratti, succede l'impensabile. Cantona è marcato da Richard Shaw, un difensore noto per la sua irruenza e la sua aggressività, che non gli dà tregua per tutta la gara. Dopo il primo tempo, sul risultato di 0-0, mentre i giocatori raggiungono gli spogliatoi, l'ex attaccante del Leeds si lamenta con l'arbitro Alan Wilkie del trattamento duro ricevuto dal suo avversario e gli chiede con rabbia perché non stia facendo "il suo fottuto lavoro" .

i primi segnali di nervosismo, e qualcuno, soprattutto capitan Ince, che conosce bene i suoi scatti d'ira, inizia a preoccuparsi. Cantona del resto non era nuovo a 'colpi di testa' eclatanti. Sin dai suoi primi anni in Francia, si era distinto come un attaccante di grande talento ma con un pessimo carattere. Dopo aver segnato moltissimo con l’Auxerre, nel 1988 fu comprato dall'Olympique Marsiglia, squadra di cui era tifoso. Ma non si trovò bene: così pochi mesi dopo, nel gennaio del 1989, si strappò la maglietta e la gettò via, nel corso di un'amichevole.

L'anno seguente fu ceduto al Nimes, e durante una partita giocata nel dicembre del 1991, lanciò la palla verso il pubblico, si tolse la maglietta e la tirò contro l’arbitro. Venne squalificato per un mese, ma, non contento, insultò i giudici sportivi, e lo stop fu prolungato a tre mesi. Prese allora una decisione drastica: ritirarsi dal calcio giocato a soli 25 anni.

A farlo tornare sui suoi passi fu soltanto l'opera di convincimento del Ct. della Nazionale francese, Michel Platini. Grazie a 'Le Roi', che lo propone alle squadre inglesi, dopo diversi mesi di inattività, il genio francese torna in pista in Premier League, campionato nel quale trova la sua dimensione.

Quel 25 gennaio 1995, a Selhurst Park, dopo il trattamento ricevuto dal suo marcatore nel primo tempo, Cantona rientra in campo dagli spogliatoi con i nervi a mille, pronto, nonostante le raccomandazioni del suo capitano, a farsi giustizia da sé, qualora il direttore di gara non avesse preso provvedimenti. Così sarà al 48': su rinvio di Schmeichel, il francese si libera della marcatura di Shaw tirandogli un calcio. Wilkie ha visto tutto ed estrae il cartellino rosso.

Attorno al giocatore francese si forma subito un parapiglia, i giocatori del Palace sono furiosi per il brutto gesto, e capitan Ince ha il suo bel da fare per tenere a freno la loro rabbia. Cantona a quel punto, con il capo chino e le mani sui fianchi, preso atto della decisione arbitrale, si dirige verso la panchina. 

Scuote la testa, non è convinto, cerca con lo sguardo Ferguson, ma lo scozzese, furioso per l'ingenuità del francese, lo ignora e guarda dall'altra parte. Cantona prosegue così il suo percorso verso gli spogliatoi, e mentre attraversa tutto il campo, tira su il colletto della maglia. Sembra che tutto finisca lì, nonostante gli insulti che dagli spalti gli vengono indirizzati. Quando all'improvviso un tifoso degli Eagles lo provoca pesantemente facendo il saluto fascista.

"Vattene a fa****o nel tuo Paese, bastardo di un francese" , gli grida, forse dopo averlo ironicamente invitato a farsi una doccia.

Cantona 'scatta' per la seconda volta. Si divincola rapidamente da Norman Davies, un uomo dello staff dello United che lo stava scortando fuori dal campo, e con un calcio in stile Kung Fu, sferrato con la gamba destra, piomba sugli spalti, colpendo al petto il tifoso del Palace che lo ha insultato. Si tratta di Matthew Simmons, non un tifoso qualunque, un militante del 'Fronte Nazionale Britannico' con precedenti penali. Cantona, non contento, tenta di sferrare contro il supporter avversario anche un pugno, ma dopo averlo colpito lievemente, viene portato via da Davies e da altri.

Dagli spalti, all'indirizzo del francese, piovono i bicchieri di plastica nei quali i tifosi del Palace avevano bevuto il tè. Per salvaguardare l'incolumità del suo compagno di squadra, deve intervenire anche Ince, che lo scorta fuori dal campo finché non ha raggiunto gli spogliatoi. Il pomeriggio di ordinaria follia di Eric è completo.

Dopo una lunga interruzione, la partita a Selhurst Park riprende. Il Manchester United, in inferiorità numerica, passa a condurre con May, ma viene raggiunto nel finale da un goal di Southgate. Finisce 1-1, con il divario dal Blackburn che torna ad allungarsi perché qualche giorno dopo i rivali travolgono 4-1 l'Ipswich Town. 

LE REAZIONI

A tener banco è tuttavia il comportamento 'folle' dell'attaccante francese. Le immagini e gli scatti di quanto combinato da Cantona a Londra fanno rapidamente il giro del Mondo. Tutti si dividono fra colpevolisti e innocentisti. 

Ferguson, negli spogliatoi, a fine gara, quasi non sa cosa dirgli, talmente è scioccato per l'accaduto.

Si rivolge al suo giocatore con una frase tipo:

"Figliolo, tu non puoi fare cose simili".

Poi torna a casa e, come raccontato dal figlio, contrariamente alle sue abitudini, senza nemmeno rivedere le immagini della gara, va a letto senza cena. Quanto successo però lo tormenta.

"Non riuscivo a dormire. - racconterà anni dopo - Mi alzai alle tre di mattina e vidi il video. Rimasi scioccato".

Come lui anche tanti tifosi del Manchester United, increduli di fronte a un gesto così grave. Qualcuno chiede che Cantona venga squalificato a vita. Già durante il resto della partita i tifosi del Cristal Palace avevano cantato: "He’ll never play again", ovvero: "Lui non giocherà mai più".

Sconcertato dell'accaduto è anche il futuro patron dell'Inter Massimo Moratti, venuto in Inghilterra per provare ad accordarsi con Eric, che dovrà rinunciarci e 'accontentarsi' di Ince.

"Cantona era un giocatore e una persona che mi faceva impazzire. - rivelerà nel 2019 al 'Corriere della Sera' - Provai a prenderlo ma le nostre vite si incrociarono nella giornata sbagliata. Quando si giocava Crystal Palace-Manchester United, la partita del calcio al tifoso, ero in tribuna con i miei figli per lui e Ince. Quello di Eric non fu un bel gesto, ma nella confusione generale mi innamorai di Paul".

I giornali lo attaccano duramente: "Indifendibile", titola in prima pagina 'L'Equipe', "Per piacere, tenetevelo (rivolto agli inglesi, ndr)", gli fa eco 'France Soir'.

Chi lo difende evidenzia invece che Simmons non era certo uno stinco di santo: ma un neofascista che, si scopre, aveva rapinato una pompa di benzina e picchiato l’inserviente, originario dello Sri Lanka, con una trave lunga un metro. 

E Cantona? Lungi dal preoccuparsi troppo della sanzione disciplinare che sarebbe arrivata, ma consapevole di averla fatta grossa, resta in silenzio e non rilascia dichiarazioni. Per sfuggire al pressing dei tanti tabloid che fanno a gara per avere qualche sua frase sulla vicenda, parte per una breve vacanza a Guadalupa con la sua prima moglie Isabelle Ferrer, che in quel momento è in attesa del secondo figlio.

LA STANGATA

Il Manchester United decide di infliggere subito al giocatore una multa da 20 mila sterline, poco meno di 23 mila euro, e di sospenderlo in via cautelare per 4 mesi, fino al termine della stagione.

Proprio quest'ultima appare irrimediabilmente compromessa per i Red Devils, privi nel momento più importante anche del loro geniale attaccante. Per sostituire Cantona, fa scalpore l'acquisto di Andy Cole dal Newcastle United, uno degli avversari più quotati, ma non basterà: nonostante un calo a fine stagione, sarà infatti il Blackburn Rovers di Shearer a laurearsi campione d'Inghilterra 81 anni dopo l'ultima volta. Come se non bastasse, lo United, che era già uscito prematuramente dalla Champions League, perde anche la finale di FA Cup contro l'Everton. Un vero disastro.

Quando Cantona rientra dalla vacanza, è convocato dalla Federcalcio inglese, la Football Association, per essere interrogato sull'episodio. Anziché ottenere uno sconto di sanzione, peggiora ulteriormente la situazione con la sua dichiarazione ai giudici sportivi.

"Vorrei chiedere scusa al presidente della commissione - dice - e anche al Manchester United, a Maurice Watkins e ad Alex Ferguson. E vorrei chiedere scusa anche alla prostituta che ha dormito nel mio letto la notte scorsa". 

Boom. La FA gli raddoppia la squalifica, valida anche nelle gare internazionali e nelle amichevoli, a 8 mesi. Tradotto: non potrà trasferirsi per giocare in un altro Paese. E Moratti, che ancora sperava di rifarsi sotto, dovrà suo malgrado rinunciare al sogno di vedere il francese in maglia nerazzurra.

Successivamente Cantona affronta anche il processo penale. Inizialmente è condannato a due settimane di carcere, ma paga subito la cauzione da 500 sterline. Poi ottiene la riduzione della pena a 120 ore di servizi socialmente utili che spenderà insegnando calcio ai bambini. Nella conferenza stampa che segue la sentenza di condanna, si scaglia contro i media, che avevano seguito numerosi le fasi processuali:

"Quando i gabbiani seguono il peschereccio - dice loro - è perché pensano che verranno gettate in mare delle sardine".

Cantona paga per il calcio sferrato al tifoso con una lunga inattività e la fine della sua avventura con la Francia. Rivedrà il campo soltanto il 1° ottobre 1995, nella sfida di Premier contro il Liverpool. E il suo non sarà un rientro banale: sarà infatti suo il goal che nella rirpesa consentirà ai Red Devils di riacciuffare i rivali, passati in vantaggio con una doppietta di Fowler.

Vincerà ancora 2 Premier League, una Coppa d'Inghilterra e il quarto Charity Shield, prima del ritiro nel maggio del 1997 a poco meno di 31 anni. 

Simmons, invece, il tifoso che aveva ricevuto il calcio, al processo è ritenuto a sua volta colpevole di comportamento minaccioso e abuso verbale, perde a sua volta il controllo e cerca di assalire la giuria con un calcio identico a quello che aveva ricevuto da Cantona. È condannato a 7 giorni di carcere ma esce fuori dopo soltanto 24 ore in cella. Tornato in libertà, gli viene ritirato l’abbonamento al Palace ed è bandito da Selhurst Park, oltre a doversi cercare un altro lavoro dopo esser stato licenziato.

CANTONA, DALLA CONDANNA AL MITO

Lungi dal costituire 'una macchia' per la sua carriera, caratterizzata, come si è visto, da diversi episodi sopra le righe, il colpo di Kung Fu sferrato a Simmons negli anni non farà altro che accrescere la fama e il mito di Eric Cantona, con le immagini del folle e deprecabile gesto che diventeranno a loro volta iconiche.

Nonostante la lunga squalifica e la condanna penale, Cantona, del resto, non si pentirà mai di aver dato quel calcio a Simmons, e lo ha ribadito più volte negli ultimi anni. 

"Come ho detto altre volte, - ha dichiarato 22 anni dopo i fatti, nel 2017 - ribadisco che avrei dovuto prenderlo a calci più forte. Ma magari domani cambierò opinione… Per adesso, però, non sono pentito di quel che ho fatto. È stata una bella sensazione. Posso dire, però, di avere imparato tanto da quanto accaduto allora e credo che abbia imparato tanto anche lui...". 

"Credo che sia un sogno di molte persone prendere a calci questo tipo di individui. - ha detto ancora ai microfoni della 'BBC' - L’ho fatto anche per i tifosi, quindi sono felice. È come se li avessi liberati. È stato uno dei momenti salienti della mia carriera, una grande emozione".

Il brutto e deprecabile episodio, insomma, non intaccherà minimamente la sua aurea di calciatore leggendario, e Cantona è ancora oggi riconosciuto come campione geniale al di là della sregolatezza e dell'impulsività del suo carattere. Simmons, invece, torna alla ribalta delle cronache nel 2011, quando aggredisce l'allenatore della squadra in cui gioca il figlio e deve comparire dinnanzi alla Kingston Crown Court di Londra per rispondere di un’accusa di rissa durante una partita di calcio giovanile.