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Bernardeschi: "Toronto scelta mia, mi volevano due grandi club italiani"

11:10 CEST 14/09/22
Bernardeschi Toronto
L'attaccante ricorda a 'DAZN' i rigori calciati con la Nazionale ad Euro 2020: "Sarebbe stato brutto se non avessi avuto i c******i per tirarli".

Il Toronto sogna in grande con i tre 'moschettieri' arrivati dall'Italia: Domenico Criscito, Lorenzo Insigne e Federico Bernardeschi hanno già lasciato la loro impronta in MLS, anche se per l'obiettivo playoff pare essere ormai troppo tardi.

Dallo speciale 'Toronto Little Italy' prodotto da DAZN e dedicato proprio ai tre giocatori italiani volati oltreoceano, emergono le differenze tra due mondi così lontani geograficamente e anche diversissimi l'uno dall'altro: le parole di Bill Manning, presidente della società canadese, sono emblematiche in tal senso.

"Lorenzo (Insigne, n.d.r.) mi ha letteralmente detto che il suo desiderio qui a Toronto era quello di poter portare i suoi figli al cinema. Pensateci, a Napoli non poteva nemmeno andare al cinema".

Per Bernardeschi nessun rimpianto in una carriera che, a 28 anni, lo vede all'opera in un campionato non ancora considerato al livello delle top leghe europee.

"No, proprio zero. Ho giocato in un top club europeo, ho vinto tantissimo, sono campione d'Europa e abbiamo fatto un qualcosa di straordinario con i miei compagni in Nazionale. Quando rivedo questo bambino, che è partito alla Fiorentina, mi chiedo quali sogni avesse allora: questi".

La più grande gioia di Bernardeschi coincide con la vittoria di Euro 2020, a cui ha partecipato grazie ai calci di rigore tirati contro Spagna e Inghilterra, entrambi realizzati: il modo migliore per trovare risposte in un momento complicato.

"Se uno ha personalità, allora ce l'ha sempre. Io mi sarei sentito male con me stesso a non calciarlo quel rigore. Poi ovviamente il mister chiede chi se la sente e chi no, in pochi se la son sentita (ride, n.d.r.). In un periodo così devi avere i c******i per farlo. Se li avessi sbagliati, ci sarebbe stato tutto il dispiacere del mondo, però sarebbe stato peggio se non avessi avuto i c******i di tirare. E' facile quando le cose vanno bene: pomparsi di ego, gonfiare il petto. Diventa più facile e scontato, ma è proprio quando le cose vanno vale che deve uscire quello che sei realmente. E' questo che conta. Quando va male. Nella camminata ti batte il cuore, il campo è infinito: è qualcosa di veramente indescrivibile. Appena ho preso il pallone in mano e l'ho messo sul dischetto, è come se tutto si fosse fermato".

Bill Manning spiega anche come è nata l'idea di creare questa 'colonia italiana' in quel di Toronto: ad aiutarlo, la congiuntura dei contratti in scadenza.

"Ho chiamato il procuratore Andrea D'Amico per chiedergli quale giocatore fosse in scadenza di contratto, perché non potevo pagare un prezzo alto per il cartellino di un calciatore, però ero sicuro di poter garantire uno stipendio molto alto. Lorenzo era il primo della mia lista, ma ovviamente ho chiesto anche di Federico. Questo è successo a settembre 2021. Così D'Amico mi ha detto: 'Conosco l'agente di Insigne, lo chiamo subito'. Mi ha richiamato solo un'ora dopo, dicendomi: 'Bill, è destino che Insigne venga al Toronto'. Beh, è bastato, è diventato destino".
"Verso maggio-giugno Bernardeschi non sapeva cosa sarebbe successo con la Juve, ha parlato con suo padre che gli ha detto di valutare concretamente l'ipotesi di venire a Toronto. Quando Federico è venuto a visitare la città nessuno lo sapeva".

Bernardeschi rivendica l'assoluta paternità della scelta di trasferirsi a Toronto, nonostante le occasioni di permanenza in Italia con le offerte di due società.

"Non avrei mai fatto una scelta del genere se prima non fossi venuto a vedere com'era. Avevo la possibilità di rimanere in due grandissimi club in Italia. Sono Federico Bernardeschi, mi trovo a Milano e prendo un aereo con scritto 'Toronto', mica 'Los Angeles' o 'New York': quindi ci vado con la mia famiglia così, se fosse uscito qualcosa, avrei usato la scusa della vacanza. Se tra 5 anni la MLS diventa il campionato principale al mondo, cosa mi dici: ho fatto un passo avanti o uno indietro?".