Alessandro Rosina, da grande promessa ad eroe di provincia

Alessandro Rosina Italy
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Classe cristallina e velocità, Rosina arriva in Serie A da giovane e dimostra grande potenziale: va anche in Nazionale, ma non manterrà le attese.

Alla voce 'grandi promesse non mantenute' del calcio italiano, un posto di rilievo nel nuovo Millennio lo merita sicuramente Alessandro Rosina. Piccoletto (un metro e 68 centimetri per 67 chilogrammi), velocissimo e dotato di una classe cristallina, quando diciannovenne si affaccia alla Serie A su di lui vengono spesi pareri importanti.

Il suo carattere mite e tranquillo in un mondo, quello del calcio, che esalta spesso l'aggressività e l'agonismo feroce, non lo aiuterà a raggiungere quelle vette che da giovane sembrava destinato a scalare.

Le esperienze con Parma e Verona sono positive, così quando passa al Torino esplode trascinando i granata in Serie A e confermandosi nelle stagioni seguenti. Dopo aver militato nell'Under 21, indossa anche la maglia della Nazionale maggiore e gli viene assegnato l'impegnativo soprannome di 'Rosinaldo'.

Quando il Torino scivola in Serie B, viene ceduto allo Zenit San Pietroburgo, con cui vince gli unici titoli della sua carriera, una Coppa di Russia e due campionati, pur giocando poco. In mezzo una breve esperienza a Cesena. Ma il sogno di una carriera di altissimo livello svanisce presto.

L'arrivo in panchina di Luciano Spalletti gli chiude gli spazi e lo spinge a rientrare in Italia, ma ormai gli anni migliori sono alle spalle. Retrocede in B con il Siena, e fra i cadetti indossa anche le maglie di Catania, Bari e Salernitana, disputando comunque buone stagioni, fino al ritiro, nel 2020, all'età di 36 anni.

ROSINA, LA GRANDE PROMESSA

Alessandro nasce a Belvedere Marittimo, comune di meno di 10 mila abitanti sul litorale cosentino, il 31 gennaio 1984. La passione per il calcio è travolgente fin dalla tenera età. Muove i suoi primi passi a Bonifati, in provincia di Cosenza, poi con la sua famiglia si trasferisce a Casalmaggiore, in provincia di Cremona, all'età di 9 anni, ed entra nelle Giovanili del Parma, facendo tutta la trafila nelle varie categorie.

Dal gennaio 2003, quando milita con la Primavera, è aggregato alla Prima squadra, guidata da Cesare Prandelli, e il suo momento arriva il 16 febbraio, quando Rosina viene fatto esordire in Serie A nella sfida casalinga contro la Juventus e subentra a 7 minuti dalla fine al posto del giapponese Nakata.

La partita termina con un successo bianconero per 2-1. Prandelli dà fiducia al giovane talento e lo utilizza per altre cinque gare stagionali, nelle quali si ritaglia progressivamente un minutaggio più importante, disputando da titolare l'ultimo match vinto 2-0 sull'Empoli.

Rosina, che è impiegato da ala destra o da trequartista, resta in Emilia un altro anno e mezzo. Nel 2003/04 alle 7 presenze in campionato aggiunge i primi 2 goal in gialloblù. Il primo arriva il 6 novembre in Coppa UEFA contro il Salisburgo (0-4 gialloblù in trasferta), seguito dal secondo sigillo il 3 dicembre nell'andata degli ottavi di Coppa Italia in trasferta con il Venezia (0-2 per i lagunari).

Dopo 41 presenze e 2 goal complessivi, nel gennaio del 2005 il talento calabrese è girato in prestito al Verona, che milita in Serie B, e con Massimo Ficcadenti in panchina colleziona 17 presenze e 2 reti, dando il suo contributo al 7° posto finale degli scaligeri.

Intanto, il 17 febbraio 2004 diventa anche una promessa azzurra, e debutta con l'Italia Under 21 contro i pari età della Grecia in amichevole. L'11 maggio, nella sua seconda partita, firma una doppietta ai danni della Polonia. Gioca con gli Azzurrini per tre anni, fino al 2007, totalizzando 34 presenze e 4 goal con due partecipazioni senza molta fortuna alla fase finale degli Europei di categoria.

SULLA SERIE A IRROMPE 'ROSINALDO'

Tornato al Parma per fine prestito nell'estate 2005, sulla giovane promessa mette gli occhi il Torino, che dopo il fallimento e la rifondazione, ne rileva la comproprietà spendendo circa 400 mila euro. Rosina riparte dunque dalla Serie B, ma, sotto la guida di Gianni De Biasi, disputa probabilmente quella che è la sua migliore stagione in carriera.

Lanciato palla al piede, da esterno offensivo, trequartista o seconda punta è imprendibile per gli avversari, serve tanti assist per le punte Abbruscato, Stellone e Muzzi, o finalizza il gioco di suo andando in rete. I tifosi lo eleggono a loro beniamino, e coniando un soprannome impegnativo, ribattezzandolo 'Rosinaldo'. Con 12 goal in 42 presenze (conteggiando i playoff) dà un contributo essenziale per la promozione in A della squadra granata.

Di lui si accorge anche il mondo dei videogiochi: Rosina è uno dei talenti più forti del popolare Football Manager, nonché uno di più amati dai fans del manageriale per la sua velocità e la sua qualità. La stagione 2006/07, quella post Calciopoli, è dunque quella del ritorno in Serie A di Alessandro, nonché la prima nella massima serie con la maglia granata sulle spalle. 'Rosinaldo' si conferma ai massimi livelli sotto la guida di Alberto Zaccheroni.

Imprevedibile e ispirato, è il giocatore decisivo per la squadra, in grado di scardinare le difese avversarie. Dopo un avvio in sordina, con il numero 10 sulle spalle, esplode definitivamente nel mese di novembre, quando prima segna su rigore il primo goal in Serie A e decide la sfida con la Sampdoria (1-0), poi realizza la seconda e decisiva rete nella gara esterna con l'Atalanta (1-2 per i piemontesi): un taglio in area dalla sinistra concluso con un tocco morbido di punta, col mancino, a superare Pelizzoli.

Rosina Torino

Il beniamino dei tifosi granata, che lo amano per la sua umanità, continua a far bene. Con l'Ascoli al Del Duca (0-2 per il Torino) mette a segno una doppietta. Parte palla al piede in velocità da metà campo, penetra in area e quando cerca di superare un difensore per calciare viene messo giù. Sul dischetto va sempre lui e non sbaglia, spiazzando il portiere. Poi, su assist dalla destra di Comotto, trova la conclusione vincente al volo, fissando il punteggio sul 2-0.

Di testa realizza la rete granata nel k.o. per 1-2 con la Roma, prima di attraversare un periodo di leggero appannamento. In Primavera, dopo l'avvicendamento in panchina, che riporta al Torino De Biasi, dà di nuovo spettacolo. Sua la rete dell'illusorio vantaggio al Franchi con la Fiorentina (5-1 per i viola), e l'11 marzo 2007 fa sobbalzare tutti dalla sedia all'allora Stadio Olimpico. Rosina segna infatti 'un goal alla Baggio': servito da Stellone, si invola palla al piede da poco oltre la metà campo, salta Stovini e Sottil e batte con freddezza Pantanelli.

La sua rete, bellissima, è anche preziosa perché porta al Torino 3 punti chiave nella lotta salvezza. Con un assist e un goal su rigore il talento di Belvedere Marittino mette la sua firma anche sul successivo 3-0 fuoricasa sul Messina. L'ultima 'perla' di una stagione memorabile, il numero 10 granata la realizza ancora con l'Ascoli, diretto concorrente per la permanenza in Serie A, e vale l'1-0 finale.

È il suo 9° goal su 35 presenze, cui si aggiungono altre 3 reti in 2 gare di Coppa Italia, che lo rendono il miglior marcatore stagionale della squadra con 12 punti. Il Torino si salva matematicamente la giornata successiva, sconfiggendo 0-1 nella capitale la Roma con il goal dell'ex Roberto Muzzi, e si classifica 16°.

Nella stagione successiva la squadra del presidente Urnano Cairo, affidata a Walter Alfredo Novellino, ha lo stesso obiettivo, la permanenza in Serie A. Rosina indossa ancora la maglia numero 10 e riparte allo stesso modo con cui aveva concluso il campionato precedente. Subito un goal da applausi con un delizioso pallonetto dalla distanza a Ballotta, portiere della Lazio, nel 2-2 dell'esordio con i biancocelesti all'Olimpico.

Quattro giorni dopo castiga anche il Rimini in Coppa Italia con una fucilata dal limite dell'area al 90' che decide la qualificazione (3-2). Nella seconda giornata finalizza un'azione corale contro la Reggina. Di lui si accorge anche il Ct. dell'Italia Roberto Donadoni, che lo fa esordire da titolare in Nazionale maggiore il 17 ottobre 2007 nella gara amichevole del Franchi contro il Sudafrica.

Alessandro Rosina Italy

Rosina resta in campo 87 minuti, schierato all'ala destra, lasciando intravedere buone cose, prima di essere sostituito nel finale con Semioli. La maglia azzurra lo esalta e a fine mese va a segno con il Cagliari (successo per 2-0 dei piemontesi).

Prima di Natale segna su rigore al Napoli il suo 4° goal stagionale e la squadra 'gira' a 17 punti dopo il girone di andata. Da gennaio 2008 Rosina è promosso capitano venendo ulteriormente responsabilizzato. Il Torino riparte forte anche nel girone di ritorno (doppietta di Rosina alla Reggina), ma i risultati deludenti in Primavera, con 5 sconfitte in 6 gare, inducono Cairo ad esonerare Novellino e a richiamare per l'ennesima volta al timone De Biasi.

Il Torino deve lottare fino alla fine e trova le vittorie salvezza battendo 2-1 il Napoli (ancora rete su rigore di Rosina ai partenopei) all'Olimpico di Torino e poi alla penultima 0-1 il Livorno al Picchi, con rete decisiva del capitano. Alla fine, nonostante una sconfitta finale a Firenze (0-1) i granata chiudono l'anno al 15° posto e sono nuovamente salvi. Rosina colleziona 8 goal in 35 partite in Serie A e un goal e una presenza in Coppa Italia.

Rosina Salernitana

La sua ultima stagione in granata, il 2008/09, è decisamente meno positiva per il talentuoso calabrese. A 24 anni sembra destinato ad una carriera di alto livello, ma probabilmente anche deluso dalla mancata convocazione per Euro 2008, Alessandro, privato della fascia da capitano dopo il ritorno di Rolando Bianchi, va incontro ad una stagione piuttosto deludente, mentre disastroso è l'andamento del Torino, che a fine anno retrocede in Serie B.

La squadra, partita stavolta con De Biasi alla guida, e successivamente affidata a Novellino e Camolese, non riesce mai ad ingranare, restando invischiata nei bassifondi della classifica. Nonostante i 9 goal di Bianchi e i 5 di Rosina, che gioca la sua partita più bella in stagione con il Milan (goal e assist nel 2-2 casalingo dell'andata), alla fine sarà 18° posto.

Il beniamino dei tifosi, nonostante qualche dichiarazione in cui parla di mancanza di progettualità, che gli procura una multa da parte della società, si impegna fino alla fine, realizzando anche 2 reti nelle ultime 4 gare, che propiziano un pareggio contro il Bologna (1-1) e il primo successo esterno della stagione sul Napoli (battuto 2-1 al San Paolo). Tutto è ancora possibile, ma le sconfitte di misura con Genoa e Roma nelle ultime 2 partite certificano la retrocessione matematica dei piemontesi.

L'AVVENTURA ALLO ZENIT: DALLE STELLE ALLE STALLE

Rosina, con il Torino in Serie B, finisce inevitabilmente sul mercato, ma Cairo non fa sconti. Alla fine ad aggiudicarselo sono i russi dello Zenit San Pietroburgo, che versano 9 milioni di euro nelle casse granata e consentono al patron dei piemontesi di realizzare la prima grande plusvalenza della sua gestione.

Dopo 4 stagioni con 39 goal in 148 presenze, Rosinaldo fa le valigie e si trasferisce nella fredda Russia alla ricerca di una consacrazione internazionale che non arriverà. Nel 2009 lo Zenit, sotto Dick Advocaat, si classifica 3°, con Rosina che mette insieme 9 presenze e 2 reti nella seconda parte del campionato locale, che si sviluppa all'interno dell'anno solare.

Il 2010 è l'anno dell'arrivo in panchina di Luciano Spalletti. Con l'allenatore toscano la squadra vince lo Scudetto e la Coppa di Russia, ma per Rosina la situazione non migliora, anzi. Il rapporto con il tecnico non è buono e questo, unito ad alcuni problemi fisici, limiterà non poco le sue apparizioni. In tutto saranno 21 le presenze stagionali complessive, con 3 goal e 4 assist.

Alessandro Rosina FC Zenit St. Petersburg FC Anzhi Makhachkala Russian Premier League 11182011

Dov'è finito 'Rosinaldo'? Si chiedono in tanti. Lui successivamente non farà mistero delle difficoltà incontrate in quell'esperienza, senza tuttavia rinnegare la scelta fatta.

"Rifarei ancora quella scelta di andare a giocare all'estero - dirà nel 2016 a 'La Gazzetta dello Sport' -, anche se con il mister andò tutto male: lui non mi vedeva e per colpa sua ho perso due anni di carriera".

Al tecnico toscano piacciono i giocatori di grinta e temperamento, Rosina non è esattamente quel tipo di giocatore e finisce spesso in panchina. A gennaio 2011 è ceduto in prestito al Cesena, con cui fa una breve e infelice parentesi di sei mesi, totalizzando 10 presenze e un solo goal, firmato il 20 febbraio 2011 contro il Parma (2-2) sua ex squadra.

I romagnoli riescono a salvarsi, Rosina torna dunque in Russia, ma il 2011 è disastroso: 11 presenze senza goal, ancora con Spalletti alla guida, mitigati solo parzialmente dal secondo Scudetto russo. L'attesa consacrazione internazionale non è arrivata, e Rosina deve ripartire dal basso.

SIENA, CATANIA, BARI E SALERNITANA

Conclusa l'esperienza all'estero con 9 goal in 48 partite, all'improvviso tutti sembrano essersi dimenticati delle sue prodezze e del suo talento. Alessandro ha soltanto 28 anni ma molti, giudicandolo l'ennesimo esempio di promessa persasi per strada, gli chiudono le porte in faccia. Nell'estate 2012 arriva però una chiamata: Serse Cosmi, tecnico del Siena, gli offre un provino.

La società, in particolare il D.s. Antonelli, prima di ingaggiarlo, vuole vedere se l'ex numero 10 del Torino può essere ancora quel giocatore in grado di 'accendere la luce' nella sua squadra.

"Ricordo che quando arrivai a Siena fui costretto addirittura a fare prima un periodo di prova per convincere il Direttore sportivo Antonelli - racconterà il calciatore calabrese -, non fu un periodo che ricordo con piacere".

Ma il talento non scompare all'improvviso, Rosina convince tutti e viene tesserato dai toscani. Prende la maglia numero 27 e si mette a disposizione di una squadra che lotta per non retrocedere. Superati alcuni acciacchi fisici, le sue magie illuminano lo Stadio Franchi. Totalizza 5 goal in 31 gare, di cui sono da ricordare i centri contro la Lazio (3-0 per i toscani) e l'Inter, cui, spiazzando Handanovic, segna su rigore, fissando il punteggio sul definitivo 3-1 per la Robur.

Il 30 marzo 2013 contro il Genoa, al Ferraris, realizza quello che resterà il suo ultimo goal in carriera in Serie A. Il Siena, che a gennaio aveva sostituito Cosmi con Iachini, infatti, crolla nelle ultime giornate e dopo 6 sconfitte consecutive chiude al penultimo posto e retrocede in B.

Alessandro Rosina Siena

Rosina, con umiltà, accetta di ripartire dalla Serie B, e con Mario Beretta in panchina, gioca una grande stagione, con 40 presenze, 13 goal e 11 assist. Il momento felice coincide con la felicità nella vita privata: dalla relazione con l'ex Miss Italia Edelfa Chiara Masciotta nasce la primogenita Aurora. Alessandro dedica alle sue due donne il goal su punizione con cui stende l'Avellino. La sorte però lo colpisce ancora: è suo, infatti, l'errore dal dischetto nell'ultima giornata con il Varese, che esclude la squadra bianconera dai playoff.

La crisi del Monte dei Paschi, istituto che finanziava la società, l'aveva portata a contrarre tanti debiti, e in estate il club è dichiarato fallito. Rosina e tutti i calciatori vengono svincolati d'ufficio dopo la mancata iscrizione al successivo torneo. I 19 goal e i 16 assist complessivi in 76 gare giocate con i bianconeri portano il calabrese a Catania nella stagione successiva.

Nonostante le buone premesse e gli 8 goal di Rosina in 37 partite, a fine torneo la squadra siciliana conquista una sofferta salvezza sul campo. La Giustizia sportiva decide però la retrocessione degli etnei in Lega Pro, accusati di aver truccato e comprato alcune partite.

Rosina non sembra aver pace ed è così ceduto in prestito al Bari con diritto o obbligo di riscatto vincolato ai risultati raggiunti. Il giocatore calabrese fa ancora il suo, con 11 goal in 41 gare fra stagione regolare, chiusa al 5° posto, e playoff, ma i Galletti escono subito ai supplementari contro il Novara. Il cartellino di Rosina non viene riscattato e Alessandro deve tornare in Sicilia.

In estate, tuttavia, la Salernitana lo acquista a titolo definitivo e gli fa sottoscrivere un contratto di 4 anni. Con i granata campani 'Rosinaldo' spende gli ultimi sprazzi di una classe indiscutibile, nonostante una carriera che prometteva di essere ben più prestigiosa. Nel settembre 2016 nasce anche il suo secondogenito Alessio.

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Nei primi tre anni con i campani colleziona 11 goal in 78 presenze in Serie B, e nel 2016/07 è il capitano della squadra. Finisce tuttavia fuori rosa nell'estate del 2019, quando non rientra più nei piani societari. Al termine di una stagione da separato in casa, quando ha ormai 36 anni, dopo essersi svincolato, decide di ritirarsi.

"A gennaio potevo finire in altre squadre - rivelerà -, ma volevo chiudere con la Salernitana, anche se non venivo più utilizzato. Ho accettato la situazione con grande professionalità, non è certo ciò che sognavo, ma non porto nessun rancore. Ero venuto per tornare in Serie A, purtroppo anche a causa dei tanti allenatori cambiati i risultati sono sempre stati al di sotto delle aspettative".
"Adesso comincia una nuova vita - annuncia -, fatta di affetti, famiglia e università: frequento il corso di laurea in Economia e Gestione Immobiliare, ho già dato cinque esami".

Ragazzo serio e di solidi principi, Alessandro ha aperto nel 2015 anche una Scuola calcio che porta il suo nome a Bonifati, il paese dove aveva cominciato a giocare, e ancora oggi trasmette ai ragazzi i valori che lo hanno sempre contraddistinto nella sua carriera.

"Il modello di Scuola Calcio dell’Associazione Sportiva Alessandro Rosina - si legge sul sito ufficiale - non è e non vuole essere assolutamente incentrato sulla cultura del risultato sportivo e quindi della mera vittoria o della sconfitta, ma sulla condivisione della passione per il gioco del calcio e dalla concezione di tale sport come attività ludica e di confronto tra giovani coetanei necessario per una maggiore crescita sia da un punto di vista sportivo che soprattutto da un punto di vista culturale ed umano".

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