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Roma-Sampdoria 2010: quando Pazzini infrangeva i sogni di Scudetto giallorossi

09:00 CET 22/12/21
Roma Sampdoria Pazzini
Il 25 aprile 2010, una doppietta di Giampaolo Pazzini lasciava via libera all'Inter. L'allenatore nerazzurro era José Mourinho, oggi alla Roma.

Quella del 25 aprile 2010 non è una data facilmente dimenticabile per i tifosi dell'Inter e della Roma, anche se per due ragioni diamentralmente opposte. O meglio, quella data ha portato ad un verdetto che nerazzurri e giallorossi ricordano ovviamente con emozioni contrarie.

Con la Serie A agli sgoccioli, la Roma si giocava la chance di tenere l'Inter al secondo posto in classifica e di giocarsi le ultime tre giornate in vetta, con l'enorme vantaggio quindi di dipendere solo da sé stessa. L'Inter invece, dopo aver vinto contro l'Atalanta, sperava in uno scivolone della squadra di Ranieri contro la Sampdoria.

E quel giorno fu in buona sostanza il momento decisivo dello Scudetto dell'Inter e di conseguenza anche del suo Triplete. La Roma giocava in casa con la Sampdoria e chiudeva il programma della 35esima giornata di campionato.

Era una Sampdoria forte, quella allenata da Delneri e comandata da Pazzini e Cassano in attacco, ma la Roma giocava un calcio spettacolare, veniva da un ottimo momento di forma, e davanti all'appuntamento con il proprio destino tutti pensavano che avrebbe svolto al meglio il proprio compito. Ed invece quella gara contro i blucerchiati ebbe uno sviluppo 'thriller' per i tifosi di casa giunti all'Olimpico.

Una partita dominata in lungo e in largo dalla Roma, che trovò anche il vantaggio con il solito Francesco Totti nel primo tempo. Menez e Vucinic disegnavano calcio e davanti alla porta di Julio Sergio passavano le balle di fieno... Ma dopo una serie di miracoli di Storari, all'epoca portiere della Sampdoria, nel secondo tempo cambiò tutto, come se la Roma avesse staccato la spina all'intervallo.

Con sole due palle-goal praticamente avute, Giampaolo Pazzini realizzò una clamorosa doppietta che i tifosi dell'Inter ricordano ancora oggi per l'importanza che ebbe nel loro cammino trionfale.

Il primo goal fu generato dall'invenzione di Antonio Cassano, grande ex della serata che mise una palla d'oro per la testa di Pazzini. Il secondo fu una giocata da vero bomber del 'Pazzo', che anticipò Riise su un cross basso di Mannini dalla sinistra.

La Roma al fischio finale crollò mentalmente in tutti i suoi componenti, dai giocatori, allo staff tecnico, fino ad arrivare al numerosissimo pubblico dell'Olimpico. Le lacrime di Mexes in panchina l'emblema più significativo di quel sentimento romano. Si ebbe la chiara percezione del sogno infranto.

Non solo per il contro-sorpasso dell'Inter, ma soprattutto perché da lì a sette giorni i nerazzurri sarebbero andati a giocare proprio all'Olimpico, ma contro la Lazio. Lazio che perdendo avrebbe evitato quasi certamente lo Scudetto dei rivali della Roma. Ed infatti quella fu la famosa partita dello striscione "Oh noo" esposto dai tifosi biancocelesti ai due goal segnati da Samuel e Thiago Motta.

Sono trascorsi 10 anni da quella partita contro la Sampdoria e ancora oggi il ricordo resta vivido nella mente dei tifosi giallorossi, e brucia ancora. Giampaolo Pazzini fu il carnefice di quella notte all'Olimpico. E a sorridere, ironia della sorte, fu José Mourinho, che ai tempi allenava l'Inter e oggi è proprio alla Roma.